Economia

Vacanze in Gallura sempre più costose: pesano voli e spesa

Un soggiorno estivo in Gallura e in Costa Smeralda costa quest’anno sensibilmente di più rispetto al passato. A pesare sulle tasche dei vacanzieri sono soprattutto due voci di spesa: i trasporti per raggiungere l’isola e la spesa alimentare una volta arrivati a destinazione.

Chi ha scelto Olbia, Arzachena, Porto Cervo o le altre località della costa nord-orientale della Sardegna come meta per le ferie 2025 ha dovuto fare i conti con tariffe aeree e marittime in aumento rispetto agli anni precedenti. I collegamenti verso l’aeroporto Olbia Costa Smeralda e i porti di Olbia e Golfo Aranci restano il principale canale di accesso all’isola per milioni di turisti, e l’incremento dei prezzi dei biglietti si traduce in un costo aggiuntivo non trascurabile per le famiglie che organizzano le vacanze.

Il peso della spesa alimentare

Oltre al viaggio, anche il costo della vita quotidiana in vacanza è lievitato. Fare la spesa nei supermercati di Olbia, Tempio Pausania, Santa Teresa Gallura o San Teodoro è diventato più oneroso, con rincari che riguardano soprattutto prodotti alimentari di base. Un fattore che si somma alle spese per ristorazione, stabilimenti balneari e servizi turistici, contribuendo a innalzare il budget medio necessario per una vacanza in Sardegna.

Un territorio che vive di turismo

La Gallura e la Costa Smeralda rappresentano da decenni una delle mete più ambite del turismo italiano ed internazionale, con Porto Cervo, Porto Rotondo e Baja Sardinia simbolo di un’offerta turistica di fascia alta. Ma l’aumento generalizzato dei costi rischia di riflettersi anche sulle fasce di turisti con budget più contenuti, che potrebbero orientarsi verso soggiorni più brevi o destinazioni alternative.

Il tema dei prezzi in crescita riguarda un settore strategico per l’economia locale: dagli operatori balneari ai ristoratori, dagli albergatori ai commercianti, l’intera filiera turistica di Olbia e delle località vicine dipende in larga parte dai flussi stagionali. Un eventuale calo delle presenze legato al caro-vacanze avrebbe ripercussioni dirette sull’occupazione stagionale e sui ricavi delle attività commerciali che vivono principalmente dei mesi estivi.

Resta da capire se l’aumento dei costi si tradurrà in un effettivo calo delle prenotazioni nella seconda parte della stagione estiva, o se la Gallura e la Costa Smeralda riusciranno comunque a confermare la propria attrattività nonostante il rincaro generale dei prezzi legati ai trasporti e ai consumi.