Costruire una piattaforma economica unica che metta insieme le realtà produttive di Olbia, della Gallura e della Costa Smeralda. È questa la proposta lanciata da Spanu, pensata per dare al Nord Sardegna un sistema territoriale più coeso e capace di competere con le altre aree della regione e del Paese.
L’idea nasce dalla considerazione che il Nord Sardegna, pur disponendo di risorse economiche significative tra turismo, portualità, agroalimentare e servizi, sconta ancora una frammentazione tra i diversi territori che lo compongono. Olbia, snodo strategico per aeroporto e porto, la Gallura interna con le sue vocazioni agricole e artigianali, e la Costa Smeralda con il suo indotto turistico di alto livello, rappresenterebbero secondo la proposta pezzi di un unico sistema che oggi lavora in maniera scoordinata.
Un sistema territoriale da mettere a fattor comune
La proposta punterebbe a superare la logica dei singoli campanili per costruire una governance economica condivisa, capace di attrarre investimenti, coordinare le politiche di sviluppo e valorizzare in modo unitario le eccellenze del territorio. Un approccio che, secondo quanto emerso, guarderebbe non solo al turismo ma anche ad altri settori strategici come i trasporti, la logistica portuale e le infrastrutture.
Il tema della coesione tra le diverse realtà del Nord Sardegna non è nuovo nel dibattito locale. Da anni si discute della necessità di superare le divisioni amministrative tra Olbia, i comuni della Gallura e le località della Costa Smeralda per costruire progetti di area vasta, capaci di intercettare fondi regionali, nazionali ed europei destinati allo sviluppo territoriale.
Le implicazioni per il territorio
Una piattaforma economica unica, se concretizzata, potrebbe avere ricadute significative sulla programmazione degli investimenti pubblici e privati nell’area gallurese. Tra i nodi da affrontare ci sarebbero la definizione di una governance condivisa tra i diversi comuni interessati e il coinvolgimento delle categorie economiche locali, dagli operatori turistici agli imprenditori del settore agroalimentare.
Resta da capire quali saranno i prossimi passi concreti per dare seguito alla proposta e quali soggetti istituzionali ed economici verranno coinvolti nel percorso di costruzione di questo progetto di sistema territoriale.
