Olbia – Il traffico paralizza ancora una volta la Gallura. Le principali arterie che collegano Olbia alla Costa Smeralda, a Arzachena, Tempio Pausania e ai centri della costa orientale registrano ogni giorno rallentamenti significativi, code chilometriche e tempi di percorrenza che in alcuni tratti arrivano a raddoppiare rispetto alla normalità.
Il problema, denunciato da residenti, operatori turistici e amministratori locali, non è nuovo ma si acuisce puntualmente nei mesi di maggiore afflusso turistico, quando la popolazione del territorio si moltiplica per effetto delle presenze estive. Strade progettate decenni fa, con carreggiate spesso a corsia unica per senso di marcia, si trovano a dover sostenere un volume di traffico molto superiore a quello per cui erano state pensate.
Le criticità principali
Tra i tratti più critici figurano gli accessi a Olbia, in particolare nelle fasce orarie di punta legate agli arrivi e alle partenze dal porto e dall’aeroporto, oltre ai collegamenti verso Porto Cervo, Porto Rotondo e Baja Sardinia, snodi nevralgici per il turismo di fascia alta della Costa Smeralda. Anche le direttrici verso San Teodoro, Budoni e Golfo Aranci soffrono di un traffico che si intensifica soprattutto nei fine settimana e nei giorni di cambio turno nelle strutture ricettive.
Le associazioni di categoria del settore turistico e i comitati di residenti sottolineano da tempo come la mancanza di infrastrutture adeguate rappresenti un freno non solo per la qualità della vita di chi vive stabilmente in Gallura, ma anche per l’immagine complessiva del territorio agli occhi dei visitatori.
Le richieste al territorio
Da più parti si torna a chiedere investimenti concreti: l’ampliamento di alcune arterie strategiche, la realizzazione di varianti che consentano di alleggerire il traffico nei centri abitati, e un potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale che possa in parte disincentivare l’uso del mezzo privato nei mesi più critici.
Si tratta di un tema che coinvolge diversi livelli istituzionali, dalla Regione Sardegna agli enti locali, chiamati a coordinarsi per individuare soluzioni che tengano conto sia delle esigenze quotidiane dei residenti sia della vocazione turistica del territorio, che rappresenta una delle principali fonti di reddito per l’intera Gallura.
Senza interventi strutturali, avvertono osservatori e operatori del settore, il rischio è che il caos viabilistico estivo continui a ripetersi anno dopo anno, con ricadute negative non solo sulla mobilità ma anche sull’attrattività turistica di una delle aree più rinomate della Sardegna.
