Il Comune investe sugli studi di medicina per portare nuovi medici sul territorio, ma pone una condizione precisa: chi riceve il sostegno economico dovrà tornare a lavorare in paese una volta ottenuta la laurea. L’iniziativa, pensata dall’amministrazione locale, punta a colmare il vuoto lasciato dai medici di base andati in pensione e non sostituiti, un problema che negli ultimi anni ha colpito diversi centri della Gallura, soprattutto quelli più piccoli e periferici rispetto a Olbia.
Il meccanismo prevede il pagamento delle tasse universitarie e, in alcuni casi, un contributo per il mantenimento agli studenti che scelgono di iscriversi alla facoltà di Medicina. In cambio, i beneficiari firmano un impegno formale a rientrare nel territorio comunale per svolgere la professione, garantendo così un ricambio generazionale nel presidio sanitario locale.
La carenza di medici nei piccoli centri
Il fenomeno della carenza di medici di famiglia non è una novità per la Gallura interna. Molti Comuni, specialmente quelli con popolazione ridotta e distanti dai grandi centri come Olbia, faticano da anni a coprire i posti lasciati vacanti dai pensionamenti. La difficoltà nell’attrarre nuovi professionisti in zone meno appetibili dal punto di vista economico e logistico ha spinto diverse amministrazioni a cercare soluzioni alternative rispetto ai tradizionali bandi regionali, spesso disertati per assenza di candidati.
La strada scelta da questo Comune si inserisce in un filone di iniziative già sperimentate in altre aree d’Italia colpite da spopolamento e carenza di servizi sanitari di base, dove alcuni enti locali hanno provato a “investire” direttamente sui giovani del territorio, nella speranza di creare un legame che porti al loro ritorno una volta completato il percorso di studi.
Le implicazioni per il territorio
Se l’iniziativa dovesse dare i frutti sperati, il beneficio per la comunità sarebbe duplice: da un lato si formerebbero nuovi professionisti della sanità, dall’altro si garantirebbe un presidio medico stabile per i residenti, molti dei quali anziani e con difficoltà a spostarsi verso i centri più grandi per le visite. Resta da capire, tuttavia, quali garanzie siano previste nel caso in cui i giovani, una volta laureati, decidano di non rispettare l’impegno preso, e quali siano nel dettaglio i criteri di selezione per l’accesso al sostegno economico.
La misura rappresenta comunque un segnale delle difficoltà strutturali che investono la sanità territoriale in Gallura, dove il tema della carenza di medici di medicina generale è ormai da tempo al centro del dibattito pubblico, tra Regione, ASL e amministrazioni locali chiamate a trovare soluzioni concrete per garantire l’assistenza sanitaria di base ai propri cittadini.
