La Sardegna vive un’altra estate da record turistico, e il territorio olbiese, la Gallura e la Costa Smeralda si confermano tra le mete più ambite dell’isola. L’afflusso di visitatori, italiani e stranieri, sta generando un indotto economico significativo per alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e attività commerciali, ma al contempo alimenta interrogativi sulla sostenibilità di questo modello di crescita.
Da Olbia, porta d’ingresso principale grazie ad aeroporto e porto, fino a Porto Cervo, Porto Rotondo e Baja Sardinia, passando per Arzachena, San Teodoro, Budoni e Golfo Aranci, il flusso turistico si mantiene su livelli molto elevati. Anche La Maddalena e Santa Teresa Gallura registrano numeri in linea con le stagioni migliori degli ultimi anni.
Il lato economico
Per le attività commerciali e turistiche del territorio, l’alta stagione rappresenta il periodo cruciale dell’anno, quello in cui si concentra buona parte del fatturato annuo. Ristorazione, noleggi, escursioni in barca verso le isole dell’arcipelago della Maddalena e servizi di ospitalità beneficiano direttamente di questo afflusso, con ricadute occupazionali stagionali importanti per centinaia di famiglie della Gallura.
Le criticità dell’overtourism
Accanto alle opportunità economiche, però, si fanno sempre più evidenti le criticità legate al cosiddetto overtourism, il turismo di massa che mette sotto pressione infrastrutture, viabilità e risorse naturali. Le strade che collegano Olbia alle località costiere, in particolare nelle ore di punta estive, registrano frequenti congestioni. La gestione dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico e la capacità ricettiva delle spiagge più note, come quelle della Costa Smeralda e dell’arcipelago maddalenino, sono temi che tornano periodicamente al centro del dibattito tra amministrazioni locali, operatori del settore e associazioni ambientaliste.
Il rischio, secondo quanto emerge dal confronto tra chi opera nel settore, è che un eccesso di presenze concentrate in poche settimane estive possa incidere negativamente sulla qualità dell’esperienza turistica stessa, oltre che sull’ambiente costiero, elemento identitario e risorsa primaria per l’intera economia gallurese.
Le implicazioni per il territorio
Il tema riporta al centro dell’attenzione la necessità di politiche di gestione dei flussi turistici più strutturate, capaci di valorizzare la stagione estiva senza compromettere la sostenibilità ambientale nel medio-lungo periodo. Diverse amministrazioni della Gallura, negli ultimi anni, hanno introdotto misure di limitazione degli accessi in alcune aree costiere particolarmente sensibili, un approccio che potrebbe essere esteso o rafforzato nei prossimi anni per contemperare le esigenze economiche con la tutela del territorio.
