Cronaca

Fine vita, in Gallura e Oristanese mancano le commissioni

Nelle aziende sanitarie di Gallura e Oristano manca ancora una tappa fondamentale del percorso previsto per le richieste di fine vita: le commissioni multidisciplinari incaricate di valutare i casi non risulterebbero, secondo quanto emerso, ancora costituite.

Si tratta degli organismi che, in base alla normativa vigente in materia di suicidio medicalmente assistito, devono verificare il possesso dei requisiti da parte dei pazienti che presentano istanza per accedere alla procedura. Un passaggio obbligatorio, che in assenza della commissione rischia di allungare ulteriormente i tempi di attesa per chi si trova già in condizioni di grave sofferenza.

Il nodo delle commissioni

La questione riguarda l’Asl Gallura, competente per il territorio di Olbia e dei comuni galluresi, e l’Asl dell’Oristanese, che si troverebbero senza l’organismo tecnico previsto per esprimersi sulle domande presentate dai malati. La mancanza di queste commissioni si inserisce in un quadro regionale già segnalato in più occasioni per le difficoltà applicative della normativa sul fine vita in Sardegna, dove diversi casi hanno richiesto tempi lunghi prima di ottenere una risposta definitiva dalle strutture sanitarie competenti.

Le commissioni multidisciplinari, composte da figure sanitarie diverse, hanno il compito di verificare in concreto le condizioni cliniche del richiedente e la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, prima che la procedura possa proseguire il suo iter. Senza questo passaggio, le richieste presentate nei territori interessati rimarrebbero prive di un percorso di valutazione strutturato all’interno delle rispettive aziende sanitarie.

Le implicazioni per i pazienti

Per i residenti in Gallura e nell’Oristanese che intendessero avanzare una richiesta di questo tipo, l’assenza della commissione rappresenta un ostacolo concreto: senza un organismo dedicato, la valutazione dei casi rischia di non avere un iter definito all’interno del territorio, con conseguenze sui tempi di attesa e sulla certezza delle procedure da seguire.

La vicenda riporta l’attenzione sul tema del fine vita in Sardegna, dove l’applicazione della normativa nazionale continua a scontrarsi, in diverse zone dell’isola, con carenze organizzative all’interno delle aziende sanitarie locali. Resta da chiarire se e quando le due Asl interessate provvederanno a costituire gli organismi mancanti, così da garantire un percorso omogeneo ai pazienti che ne fanno richiesta.