Ha attraversato il Mediterraneo con un carico di droga occultato nel proprio corpo. Un uomo è stato arrestato dopo essere sbarcato al porto di Olbia da un traghetto proveniente da Genova: addosso, o meglio all’interno del suo organismo, nascondeva 20 ovuli contenenti eroina.
Il metodo, purtroppo noto alle forze dell’ordine, prevede l’ingestione di involucri sigillati contenenti la sostanza stupefacente prima della partenza, con l’obiettivo di eludere i controlli durante la traversata e recuperarli una volta giunti a destinazione. Un sistema di trasporto che comporta rischi altissimi per la salute di chi lo pratica: la rottura anche di un solo ovulo all’interno dell’apparato digerente può causare un’overdose fatale in pochi minuti.
I controlli al porto
L’uomo è stato individuato e fermato al termine dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine sui passeggeri in arrivo dal continente. Il porto di Olbia rappresenta da anni uno snodo strategico per i collegamenti marittimi tra la Sardegna e il resto d’Italia, in particolare sulla rotta con Genova, ed è sottoposto a periodiche verifiche antidroga proprio per contrastare l’ingresso di sostanze stupefacenti nell’isola.
Una volta scattato il fermo, l’uomo è stato sottoposto agli accertamenti necessari per verificare la presenza degli ovuli e per garantirne l’espulsione in condizioni di sicurezza, sotto controllo sanitario, viste le conseguenze potenzialmente letali che una rottura accidentale degli involucri potrebbe provocare.
Le accuse
Per l’uomo è scattato l’arresto con l’accusa di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. La quantità di eroina trasportata, suddivisa in 20 ovuli, lascia ipotizzare un carico destinato non al consumo personale ma alla distribuzione sul territorio, secondo quanto emerso dalle prime informazioni raccolte dagli inquirenti.
Il caso riaccende i riflettori sul fenomeno del traffico di droga attraverso i collegamenti marittimi che uniscono la Sardegna al continente, una rotta utilizzata periodicamente dai corrieri per introdurre sostanze stupefacenti sull’isola, spesso destinate ai centri della Gallura e della Costa Smeralda, dove la domanda cresce soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.
