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Morto l’ex emiro del Qatar: comprò la Costa Smeralda nel 2012

È morto Hamad bin Khalifa Al Thani, l’ex emiro del Qatar che nel 2012 guidò l’operazione con cui il fondo sovrano qatariota entrò in possesso della Costa Smeralda, uno dei simboli del turismo di lusso in Sardegna e in Italia. La notizia della sua scomparsa arriva a distanza di oltre un decennio da quell’acquisizione, che cambiò per sempre gli assetti proprietari del territorio più esclusivo della Gallura.

Hamad bin Khalifa Al Thani aveva guidato il Qatar dal 1995 fino al 2013, anno in cui abdicò in favore del figlio Tamim bin Hamad Al Thani, attuale emiro. Sotto la sua guida il piccolo emirato del Golfo Persico si trasformò in una potenza economica globale, grazie ai proventi del gas naturale e a una strategia di investimenti esteri aggressiva, che portò capitali qatarioti in settori strategici in tutto il mondo: dall’immobiliare al calcio, dai media al turismo di alto livello.

L’acquisizione della Costa Smeralda

Fu proprio in quella fase di espansione internazionale che, nel 2012, il fondo sovrano legato alla famiglia Al Thani rilevò il gruppo Costa Smeralda dal precedente proprietario, il fondo Aabar di Abu Dhabi. L’operazione riguardava non solo i terreni e le strutture ricettive del comprensorio di Porto Cervo e delle zone limitrofe, ma l’intero patrimonio immobiliare e alberghiero che fa capo al marchio Costa Smeralda, tra i più prestigiosi al mondo per il turismo d’élite.

Da allora la proprietà qatariota ha mantenuto il controllo di gran parte degli asset strategici della zona, orientando gli investimenti verso un ulteriore innalzamento degli standard di lusso, con interventi di riqualificazione su alberghi storici, porti turistici e strutture ricettive che hanno consolidato il ruolo della Costa Smeralda come meta internazionale per un turismo di altissima fascia.

Le ricadute sul territorio gallurese

L’ingresso dei capitali qatarioti ha avuto effetti diretti sull’economia locale, tra occupazione stagionale, indotto turistico e valorizzazione immobiliare, ma ha anche riacceso negli anni il dibattito su proprietà straniere, governance del territorio e ricadute reali per i residenti della Gallura e della Costa Smeralda. Un tema che, ancora oggi, resta al centro delle riflessioni su sviluppo e sostenibilità del comprensorio turistico più celebre della Sardegna.

La scomparsa dell’ex emiro riporta l’attenzione su una vicenda che ha segnato in modo indelebile la storia recente di Porto Cervo e dell’intera Costa Smeralda, un capitolo importante per comprendere gli attuali assetti proprietari e le prospettive future di uno dei territori più strategici per il turismo gallurese.