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Riapre dopo 13 anni una provinciale chiusa dall’alluvione in Gallura

Una strada provinciale della Gallura, chiusa da tredici anni a causa dei danni provocati da un’alluvione, è tornata percorribile. La riapertura mette fine a oltre un decennio di disagi per i residenti e per le attività economiche della zona, costretti a lunghi anni di percorsi alternativi e collegamenti disagevoli.

L’interruzione risale al periodo dell’alluvione che colpì duramente il territorio gallurese, provocando frane, cedimenti e allagamenti che resero inagibili numerose infrastrutture viarie. Tra queste, la provinciale oggetto della riapertura era rimasta bloccata a causa di danni strutturali che ne avevano compromesso la sicurezza, rendendo necessari interventi di consolidamento mai completati fino ad oggi.

Tredici anni di attese

Per tredici anni gli abitanti dei centri limitrofi hanno dovuto fare i conti con percorsi più lunghi e disagevoli per raggiungere paesi, scuole e servizi. Un’attesa lunghissima, che ha pesato in particolare sulle piccole realtà rurali della Gallura, spesso già penalizzate da una viabilità interna fragile e da collegamenti insufficienti con i centri principali come Olbia e Tempio Pausania.

La vicenda ha rappresentato per anni un caso emblematico delle difficoltà nella gestione della ricostruzione post-alluvionale in Sardegna, tra iter burocratici complessi, reperimento di fondi e tempi di realizzazione dei lavori dilatati oltre ogni previsione iniziale.

Un territorio ancora segnato

L’alluvione che colpì la Gallura lasciò un segno profondo sul territorio, con danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e attività produttive. A distanza di oltre un decennio, diversi interventi di ripristino sono stati portati a termine, ma la riapertura di questa arteria provinciale resta uno dei casi più significativi per la durata dell’attesa.

La restituzione della strada alla viabilità ordinaria rappresenta un passo avanti per la mobilità dell’entroterra gallurese, con benefici attesi per i collegamenti tra i paesi interessati e per lo sviluppo delle attività locali, agricole e turistiche, che per anni hanno risentito dell’isolamento parziale causato dalla chiusura.