Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha dichiarato che oltre il 75% dei dipendenti pubblici italiani utilizza già strumenti di intelligenza artificiale nello svolgimento delle proprie mansioni quotidiane. Un dato che fotografa una trasformazione ormai avviata negli uffici statali, dalle amministrazioni centrali fino agli enti territoriali.
Secondo quanto dichiarato dal ministro, l’adozione di software basati sull’IA starebbe diventando prassi diffusa tra i lavoratori del comparto pubblico, utilizzati per velocizzare pratiche burocratiche, gestire documentazione e supportare l’attività amministrativa ordinaria.
Le ricadute sul territorio
Il tema riguarda da vicino anche la pubblica amministrazione in Gallura, dove Comuni, uffici territoriali e strutture sanitarie sono chiamati progressivamente ad adeguarsi ai processi di digitalizzazione promossi a livello nazionale. Negli ultimi anni diversi enti locali sardi hanno avviato percorsi di modernizzazione digitale, spinti anche dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati alla trasformazione tecnologica della PA.
L’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale negli uffici pubblici pone questioni che vanno oltre la semplice efficienza operativa: si discute infatti di formazione del personale, sicurezza dei dati trattati e necessità di aggiornare le competenze digitali dei dipendenti, temi che coinvolgono anche le amministrazioni comunali di Olbia e degli altri centri gallurese.
Resta da capire con quali modalità e tempistiche queste tecnologie verranno effettivamente integrate nei processi amministrativi degli enti locali, e quali investimenti in formazione saranno necessari per garantire un utilizzo efficace e sicuro degli strumenti digitali da parte del personale pubblico.
