Bruxelles ha varato un piano per la resilienza climatica, presentato nell’ambito del discorso sullo Stato dell’Unione (Soteu) 2026. Al centro della strategia, l’aumento degli eventi estremi che negli ultimi anni ha colpito il continente: incendi boschivi sempre più frequenti, ondate di siccità prolungate e un bilancio che parla di 35mila morti in più legati alle temperature elevate.
Il piano nasce dalla necessità di rispondere in modo strutturale a fenomeni che non risparmiano nessuna area d’Europa, isole mediterranee comprese. La Sardegna, e in particolare la Gallura, conosce da vicino le conseguenze di estati sempre più roventi: negli ultimi anni il territorio ha dovuto fare i conti con incendi che hanno minacciato aree boschive e macchia mediterranea, oltre a periodi di scarsità idrica che hanno messo sotto pressione l’agricoltura e l’approvvigionamento nelle zone rurali dell’entroterra, da Tempio Pausania alle campagne di Arzachena.
Un tema che riguarda anche la Costa Smeralda
Le implicazioni della crisi climatica toccano da vicino anche l’economia turistica locale. Estati più calde e siccitose incidono sulla gestione delle risorse idriche in comuni ad alta vocazione turistica come Porto Cervo, Porto Rotondo e Baja Sardinia, dove la stagione estiva comporta un forte aumento della domanda di acqua potabile in un periodo dell’anno spesso già critico per le scorte.
Il piano europeo punta a rafforzare la capacità dei territori di prevenire e affrontare gli effetti degli eventi estremi, attraverso misure di adattamento che riguardano infrastrutture, gestione forestale e sistemi di allerta precoce. Per le amministrazioni locali della Gallura, spesso alle prese con risorse limitate per la prevenzione antincendio e la manutenzione del territorio, l’attenzione ora si sposta su come e quando le nuove linee guida europee si tradurranno in fondi e strumenti concreti a disposizione dei Comuni.
Resta da capire, secondo quanto emerso a livello europeo, quali saranno i tempi di attuazione del piano e le modalità con cui le Regioni potranno accedere ai finanziamenti previsti per la resilienza climatica, un tema che per un territorio esposto come quello sardo assume un peso particolare in vista delle prossime stagioni estive.
