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Tumore al polmone, Ieo: “Osimertinib efficace anche a 8 anni”

Nuove prospettive nella cura del tumore al polmone Egfr-mutato. Alessandro Passaro, oncologo dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, ha illustrato i risultati ottenuti con osimertinib, farmaco utilizzato nel trattamento di questa specifica forma tumorale, sottolineando come i benefici clinici si mantengano solidi anche dopo otto anni dall’inizio della terapia.

Il tumore al polmone con mutazione del gene Egfr rappresenta una delle varianti più studiate della malattia oncologica polmonare. Questa alterazione genetica, presente in una parte dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, ha permesso negli ultimi anni lo sviluppo di terapie mirate, capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali portatrici della mutazione, con un impatto significativo sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza dei malati.

Il ruolo di osimertinib

Osimertinib è un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori di tirosin-chinasi, sviluppato specificamente per contrastare la mutazione Egfr. Secondo quanto illustrato da Passaro, i dati raccolti nel lungo periodo confermano l’efficacia del trattamento, offrendo ai pazienti una prospettiva terapeutica solida anche dopo diversi anni dall’avvio della cura.

Un aspetto rilevante riguarda proprio la durata dell’osservazione: otto anni di follow-up rappresentano un arco temporale importante per una patologia oncologica di questo tipo, e i risultati riportati vanno nella direzione di un consolidamento delle terapie a bersaglio molecolare come approccio standard per i pazienti con questa specifica caratteristica genetica del tumore.

L’importanza per i territori periferici

Se i grandi centri di ricerca oncologica come lo Ieo di Milano rappresentano i motori dello sviluppo di queste terapie innovative, la loro applicazione ha ricadute concrete anche nei territori più distanti dai grandi hub sanitari, come la Gallura e la Costa Smeralda. L’accesso alle terapie a bersaglio molecolare, infatti, dipende dalla diagnosi precoce e dalla caratterizzazione genetica del tumore, un percorso che coinvolge anche i presidi oncologici regionali e che richiede una rete efficiente tra i centri diagnostici locali e le strutture di riferimento nazionale.

Per i pazienti gallurese e della provincia di Sassari affetti da carcinoma polmonare, la disponibilità di terapie sempre più mirate ed efficaci rappresenta una prospettiva concreta di miglioramento della prognosi, a condizione che il percorso diagnostico-terapeutico venga attivato in tempi rapidi fin dalle prime fasi della malattia.