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Torna in Gallura il festival “Isole che parlano”

Dal 5 al 13 settembre la Gallura ospiterà una nuova edizione di “Isole che parlano”, il festival culturale che da anni racconta l’identità più autentica della Sardegna attraverso incontri, dibattiti e appuntamenti diffusi sul territorio.

La rassegna, che negli anni ha saputo intrecciare letteratura, tradizioni e riflessione civile, tornerà a coinvolgere diverse località galluresi, proponendo un cartellone di eventi pensato per valorizzare la cultura locale e stimolare il confronto su temi legati all’isola e al suo futuro.

Un festival che guarda all’identità sarda

“Isole che parlano” si distingue nel panorama degli eventi culturali estivi per il suo approccio: non un semplice contenitore di spettacoli, ma un percorso che mette al centro la voce della Sardegna, le sue contraddizioni, le sue ricchezze e le sfide che il territorio è chiamato ad affrontare, dallo spopolamento dell’entroterra alla gestione del turismo, dalla tutela del paesaggio alla trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni.

Il festival, giunto negli anni a consolidare un pubblico fedele, si propone come momento di incontro tra intellettuali, scrittori, giornalisti e cittadini, in un dialogo che punta a superare la dimensione puramente turistica dell’estate gallurese per restituire spessore e profondità alla stagione culturale.

Le tappe in Gallura

La formula itinerante rappresenta uno dei punti di forza della manifestazione, che nei giorni della rassegna toccherà diversi centri della Gallura, portando gli appuntamenti fuori dai circuiti più battuti e coinvolgendo piazze, borghi e location che raccontano la storia e l’anima del territorio.

Non sono ancora stati diffusi nel dettaglio tutti i nomi degli ospiti e il programma completo delle singole giornate, ma l’attesa cresce tra gli appassionati di cultura e tra chi, ogni anno, segue con interesse l’evolversi di questo appuntamento che è diventato un punto di riferimento per l’autunno culturale gallurese, capace di richiamare pubblico anche da fuori regione.

Per gli organizzatori, il festival rappresenta anche un’occasione di promozione del territorio in una chiave diversa da quella meramente balneare, puntando sulla valorizzazione delle risorse culturali e identitarie che la Gallura, insieme al resto della Sardegna, può offrire ben oltre la stagione estiva.