La prevenzione dei rischi legati alle calamità naturali passa da una collaborazione stretta tra istituzioni sanitarie, protezione civile ed enti locali. È l’appello lanciato da Bignami, esponente della Siaarti (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), che ha posto l’accento sull’importanza di una rete coordinata per affrontare le emergenze prima che diventino tragedie.
Un tema che riguarda da vicino anche la Gallura, territorio che negli anni ha già dovuto fare i conti con eventi climatici estremi. L’alluvione del 2013, passata alla cronaca come “Cleopatra”, colpì duramente Olbia e diversi centri della provincia, mettendo a nudo le criticità del sistema di prevenzione e risposta alle emergenze. Da allora il dibattito sulla necessità di rafforzare i protocolli di intervento e la sinergia tra sanità e protezione civile non si è mai fermato.
Il ruolo della collaborazione tra enti
Secondo quanto emerso dalle parole di Bignami, la capacità di reagire efficacemente a un evento calamitoso non dipende soltanto dalla disponibilità di mezzi e risorse, ma soprattutto dalla qualità della cooperazione tra i diversi attori coinvolti: strutture ospedaliere, servizi di emergenza-urgenza, protezione civile e amministrazioni locali.
Un principio che assume particolare rilevanza in un territorio come quello gallurese, caratterizzato da centri abitati spesso distanti dai grandi presidi ospedalieri e da un’orografia che, in caso di eventi meteorologici estremi, può rendere complicati i soccorsi. Olbia, con il suo ospedale di riferimento, resta un punto nevralgico per la gestione delle emergenze sanitarie di tutta la Gallura, comprese le zone della Costa Smeralda e i centri minori come Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro.
Il richiamo alla prevenzione arriva in un momento in cui il tema della sicurezza territoriale, alla luce dei cambiamenti climatici, è tornato al centro dell’attenzione pubblica in tutta la Sardegna. La possibilità di eventi meteorologici sempre più intensi e imprevedibili impone, secondo gli esperti del settore, una revisione costante dei piani di intervento e una formazione continua del personale sanitario e di soccorso.
Non sono stati resi noti, al momento, ulteriori dettagli su iniziative concrete o incontri programmati sul territorio gallurese legati a questo appello.
