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Schillaci: “L’IA non sostituisce il giudizio clinico dei medici”

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, è tornato a parlare del ruolo dell’intelligenza artificiale in ambito medico, sottolineando come le tecnologie digitali, per quanto sempre più sofisticate, non possano in alcun modo sostituire il giudizio clinico dei professionisti sanitari.

“Le tecnologie non possono sostituire il giudizio clinico”, ha dichiarato il ministro, riferendosi al crescente utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale nei percorsi diagnostici e terapeutici. Un tema che, nell’ultimo periodo, sta interessando in modo trasversale l’intero sistema sanitario nazionale, dagli ospedali delle grandi città alle strutture territoriali più piccole.

Un tema che riguarda anche la sanità gallurese

La questione, pur essendo di respiro nazionale, tocca da vicino anche il territorio della Gallura e della Costa Smeralda, dove negli ultimi anni si è registrato un progressivo investimento in strumenti digitali applicati alla diagnostica, dalla telemedicina ai software di supporto decisionale utilizzati in alcuni reparti ospedalieri. L’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia, così come le altre strutture della zona, si trova infatti a confrontarsi con l’evoluzione tecnologica del settore, in un contesto in cui il personale medico resta comunque il punto di riferimento centrale per ogni decisione clinica.

Le parole del ministro arrivano in un momento di forte dibattito pubblico sull’introduzione dell’intelligenza artificiale in sanità, tra chi ne sottolinea le potenzialità in termini di rapidità diagnostica e riduzione degli errori, e chi invece richiama la necessità di mantenere sempre centrale il rapporto medico-paziente e la responsabilità professionale del clinico.

Secondo quanto emerso dal dibattito in corso, l’obiettivo del ministero sarebbe quello di favorire un utilizzo integrato delle nuove tecnologie, senza però delegare a sistemi automatizzati le decisioni che riguardano la salute dei cittadini. Un principio che, se applicato concretamente, potrebbe avere ricadute anche sulle politiche sanitarie regionali e sugli investimenti destinati alle strutture ospedaliere della Sardegna, comprese quelle del Nord Est dell’isola.

Il tema resta aperto e destinato a essere approfondito nei prossimi mesi, man mano che l’intelligenza artificiale troverà applicazioni sempre più diffuse anche nei presidi sanitari locali.