Un quindicenne è morto folgorato dopo essere salito su un traliccio dell’alta tensione per scattarsi un selfie. Il ragazzo, secondo quanto emerso, avrebbe raggiunto la struttura metallica con l’intento di immortalare l’impresa sui social, senza rendersi conto del pericolo mortale rappresentato dai cavi elettrici ad alta tensione. Il contatto con la corrente non gli ha lasciato scampo.
La dinamica dell’incidente ricalca purtroppo un copione già visto in altre occasioni in Italia: giovani che, alla ricerca di like e visibilità sui social network, si arrampicano su strutture pericolose – tralicci, cabine elettriche, tetti di treni – sottovalutando i rischi legati alla presenza di corrente ad alta tensione, capace di provocare la morte anche senza contatto diretto, per il solo effetto dell’arco elettrico a distanza.
Un fenomeno che non risparmia nessun territorio
Se l’episodio non riguarda direttamente Olbia, la Gallura o la Costa Smeralda, la tragedia riporta l’attenzione su un tema che tocca da vicino anche il territorio gallurese, attraversato da numerosi tralicci dell’alta tensione lungo le zone rurali e periurbane, da Olbia a Tempio Pausania, fino ai comuni della costa. Strutture spesso facilmente raggiungibili, prive di adeguate recinzioni o segnaletica dissuasiva, che possono trasformarsi in un’attrattiva pericolosa per adolescenti in cerca di emozioni forti da condividere online.
Gli esperti di sicurezza elettrica ricordano che l’elettrocuzione da alta tensione rappresenta uno dei rischi più sottovalutati dai giovani: basta avvicinarsi troppo a un cavo, anche senza toccarlo fisicamente, perché la corrente possa “saltare” verso il corpo umano attraverso l’aria, un fenomeno noto come arco elettrico. Le conseguenze sono quasi sempre fatali o comportano gravissime ustioni.
L’allarme social e la responsabilità educativa
La vicenda riporta al centro del dibattito il ruolo dei social network nell’incentivare, spesso in modo inconsapevole, comportamenti a rischio tra i più giovani, alla ricerca di contenuti sempre più estremi da condividere. Un fenomeno che chiama in causa famiglie, scuole ed enti locali nella promozione di una cultura della sicurezza e della prevenzione, anche attraverso campagne informative rivolte agli adolescenti sui pericoli reali legati a infrastrutture come tralicci, cabine elettriche e altre strutture apparentemente innocue ma potenzialmente letali.
