Economia

Ristorazione, mercato da 8,5 miliardi: la fotografia di Anir

Il settore della Grande Ristorazione Italiana vale oggi 8,5 miliardi di euro. È quanto emerge dalla nuova fotografia scattata da Anir Confindustria, l’associazione nazionale che riunisce le imprese della ristorazione collettiva e commerciale, presentata in occasione dell’evento Immense.

Il report offre un quadro aggiornato di un comparto che negli ultimi anni ha attraversato profonde trasformazioni, tra ripresa post pandemica, aumento dei costi delle materie prime e cambiamento delle abitudini di consumo. Un settore che, seppur analizzato a livello nazionale, ha ricadute dirette anche sui territori a forte vocazione turistica come la Gallura e la Costa Smeralda.

Un comparto strategico per il territorio

Olbia, Porto Cervo, Porto Rotondo e le altre località della costa nord-orientale della Sardegna vivono, soprattutto nei mesi estivi, di un indotto legato alla ristorazione che va ben oltre i confini dei singoli locali. Bar, ristoranti, stabilimenti balneari e strutture ricettive compongono una filiera che, secondo gli operatori del settore, rappresenta una delle principali voci dell’economia locale.

Il dato nazionale diffuso da Anir Confindustria conferma quanto il comparto della ristorazione, nelle sue diverse declinazioni, resti uno dei motori dell’economia italiana, con un peso che si riflette anche sulle destinazioni turistiche più rinomate, dove la stagionalità gioca un ruolo determinante negli equilibri occupazionali ed economici.

Le sfide del settore

Tra le criticità che il comparto continua ad affrontare, secondo quanto emerso a livello nazionale, figurano il caro energia, la difficoltà nel reperire personale qualificato e l’aumento dei costi di gestione. Fattori che pesano in modo particolare sulle imprese stagionali della Gallura, chiamate a concentrare in pochi mesi gran parte del fatturato annuo.

Il report di Anir Confindustria rappresenta quindi un termometro utile anche per gli operatori locali, chiamati a confrontarsi con dinamiche di mercato sempre più complesse, in un contesto dove la qualità dell’offerta gastronomica resta uno degli elementi di attrattività turistica del territorio.