Non ci sta chi gestisce affitti brevi a Olbia a essere additato come principale responsabile dell’aumento dei rifiuti abbandonati in città. Una host locale ha voluto replicare pubblicamente alle critiche che, negli ultimi tempi, hanno collegato la proliferazione delle case vacanza al peggioramento della gestione dei rifiuti urbani. “Non siamo noi il problema”, la sintesi della sua posizione.
La questione si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge Olbia e diverse zone della Gallura, dove il boom degli affitti brevi ha trasformato interi quartieri e centri storici in poli di attrazione turistica quasi tutto l’anno. Un fenomeno che porta indubbi benefici economici, ma che secondo alcuni residenti e comitati di quartiere avrebbe anche contribuito a un incremento della produzione di rifiuti, non sempre gestita correttamente da chi affitta appartamenti per brevi periodi a turisti di passaggio.
La difesa degli host
Secondo quanto emerso dalle voci del settore, il problema non sarebbe imputabile a chi opera nel comparto degli affitti brevi in modo regolare e organizzato. Chi gestisce questo tipo di attività sottolinea come esistano già obblighi di informazione agli ospiti sulle modalità di raccolta differenziata e sui giorni di conferimento, strumenti che, se rispettati, dovrebbero evitare abbandoni impropri di sacchetti e materiali fuori orario.
La replica punta quindi il dito altrove, chiedendo che la responsabilità del malfunzionamento del sistema di raccolta rifiuti non venga scaricata unicamente sul comparto turistico ricettivo extra-alberghiero, ma che si guardi con attenzione anche ad altri fattori: la crescita della popolazione turistica complessiva, le carenze organizzative del servizio di raccolta nei periodi di picco stagionale, e comportamenti scorretti che possono riguardare residenti e visitatori a prescindere dalla tipologia di alloggio.
Un tema che divide il territorio
Il nodo rifiuti-turismo non è nuovo a Olbia, città che negli ultimi anni ha visto crescere in maniera significativa il numero di immobili destinati alla locazione turistica breve, complice anche la vicinanza alla Costa Smeralda e la crescente notorietà della zona come meta turistica tutto l’anno. Le amministrazioni locali, a Olbia come in altri comuni della Gallura, si trovano a dover bilanciare le esigenze di un’economia turistica in espansione con quelle di una gestione dei servizi pubblici, rifiuti in primis, che fatica a tenere il passo con l’aumento di presenze stagionali.
La vicenda apre quindi a un confronto più ampio tra operatori del settore ricettivo, amministrazione comunale e cittadinanza, chiamati a individuare soluzioni condivise per un problema che, al di là delle responsabilità specifiche, rischia di incidere sull’immagine turistica del territorio se non affrontato con interventi strutturali sul servizio di raccolta e sulla sensibilizzazione di residenti e visitatori.
