Si chiude una lunga fase di disagi per gli abitanti del Goceano. Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Pais, ha annunciato che con l’intervento sul Ponte Molino il territorio non sarà più esposto al parziale isolamento che lo ha caratterizzato negli ultimi tempi.
“Per il Goceano finiscono i disagi e il parziale isolamento”, ha dichiarato Pais, sottolineando come la struttura rappresenti un collegamento essenziale per i comuni della zona interna, spesso penalizzati da una viabilità fragile e da infrastrutture datate.
Un problema noto ai territori interni
Il tema dell’isolamento infrastrutturale non è nuovo per le aree interne della Sardegna. Ponti, strade provinciali e collegamenti secondari rappresentano da anni un nodo critico per comuni che, in caso di criticità strutturali o manutentive, si trovano tagliati fuori dai principali assi viari, con ripercussioni su mobilità, servizi essenziali e attività economiche locali.
Situazioni simili sono state segnalate in diverse zone interne dell’isola, dove la vetustà di alcune infrastrutture ha imposto limitazioni al traffico, deviazioni o chiusure temporanee, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana delle comunità e sulle attività produttive, in particolare quelle agropastorali che caratterizzano l’economia del Goceano.
Le implicazioni per il territorio
La risoluzione delle criticità legate al Ponte Molino viene presentata come un passo utile a garantire continuità nei collegamenti tra i centri abitati dell’area, con benefici attesi per la mobilità di residenti, studenti pendolari e operatori economici locali.
Le dichiarazioni di Pais si inseriscono nel più ampio dibattito sulle infrastrutture delle zone interne della Sardegna, spesso al centro delle rivendicazioni di amministratori locali e comunità che chiedono maggiore attenzione da parte della Regione per contrastare lo spopolamento e garantire pari opportunità di sviluppo rispetto alle aree costiere.
Non sono stati resi noti, al momento, ulteriori dettagli tecnici sull’intervento realizzato né una tempistica relativa a eventuali lavori complementari sull’infrastruttura.
