L’intelligenza artificiale non è soltanto una sfida tecnologica per le imprese, ma soprattutto una questione di persone e competenze. È quanto emerso dalle dichiarazioni di Petroni, esponente di UniEticpmi, intervenuto sul tema dell’innovazione digitale applicata al mondo delle piccole e medie imprese.
Secondo quanto sottolineato, l’introduzione dell’IA nei processi produttivi e gestionali delle aziende richiede un cambiamento culturale prima ancora che strumentale. Non basta dotarsi di nuovi software o sistemi automatizzati: serve formare il personale, aggiornare le competenze e accompagnare i lavoratori in un percorso di adattamento che riguarda tutti i livelli dell’organizzazione aziendale.
Il nodo del capitale umano
Il richiamo al “capitale umano” evidenzia un tema centrale nel dibattito economico attuale: la trasformazione digitale non può prescindere dalla formazione delle persone che dovranno utilizzare le nuove tecnologie. Le imprese che investono solo in strumenti, senza curare la crescita professionale dei propri dipendenti, rischiano di non ottenere i benefici attesi dall’innovazione.
Un tema che riguarda da vicino anche il tessuto imprenditoriale della Gallura e della Costa Smeralda, dove piccole e medie imprese operano in settori chiave come turismo, commercio e servizi. In un territorio fortemente legato alla stagionalità e alla gestione flessibile del lavoro, l’integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un’opportunità di efficientamento, ma solo a condizione che si investa parallelamente nella qualificazione degli addetti.
Le realtà associative come UniEticpmi si pongono, in questo scenario, come interlocutori per accompagnare le imprese in un percorso di transizione digitale che non lasci indietro il fattore umano, considerato imprescindibile per un’adozione efficace e sostenibile delle nuove tecnologie.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio, che coinvolge associazioni di categoria, istituzioni e mondo imprenditoriale, sulla necessità di politiche di formazione mirate per non lasciare scoperto il territorio rispetto alle trasformazioni imposte dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
