Economia

Nautica, l’economia del mare vale 220 miliardi: effetti sulla Gallura

L’economia del mare in Italia supera i 220 miliardi di euro di valore complessivo e rappresenta una risorsa strategica per la competitività del Paese. Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi detto Zanetti, sottolineando il ruolo centrale del comparto nautico nel sistema produttivo nazionale.

Un dato che assume particolare rilievo per la Gallura e la Costa Smeralda, territori in cui la nautica da diporto rappresenta da decenni uno dei pilastri dell’economia locale, con ricadute dirette su turismo, cantieristica, servizi portuali e indotto commerciale.

Il peso della nautica per il territorio

Porto Cervo, Olbia e gli approdi della costa nord-orientale della Sardegna sono da tempo riferimenti nazionali e internazionali per il settore del diporto. Il porto di Olbia, in particolare, è uno scalo strategico sia per i collegamenti marittimi sia per le attività cantieristiche e di refitting, mentre la Costa Smeralda attira ogni anno un’importante quota di traffico legato alle imbarcazioni da diporto di fascia alta.

Le dichiarazioni di Confindustria Nautica arrivano in un momento in cui il settore guarda con attenzione agli sviluppi infrastrutturali e normativi che riguardano i porti turistici, la cantieristica e i servizi collegati. Per la Gallura, dove l’economia stagionale è fortemente legata al turismo nautico, i dati nazionali sul valore del comparto rappresentano un indicatore utile per comprendere il peso specifico che il territorio può avere nel panorama economico del Paese.

Implicazioni per Olbia e la Costa Smeralda

Secondo quanto emerso dalle parole del presidente di categoria, l’economia del mare si conferma un settore in crescita, capace di generare occupazione e indotto in filiere che vanno dalla costruzione navale ai servizi portuali, fino al turismo legato alla nautica. Per realtà come Olbia, porta d’ingresso della Sardegna e sede di importanti strutture portuali, e per la Costa Smeralda, meta internazionale della nautica di lusso, il tema si traduce in possibili ricadute su investimenti, infrastrutture e sviluppo occupazionale nei prossimi anni.

Resta da capire quali politiche di sostegno al settore saranno messe in campo a livello nazionale e regionale, e quanto queste potranno tradursi in benefici concreti per i territori a vocazione nautica della Gallura.