Nuovo record per l’industria nautica italiana, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Il dato, diffuso dalle associazioni di categoria del comparto, confirma il trend positivo che da anni caratterizza uno dei settori manifatturieri di eccellenza del Made in Italy.
Un risultato che riguarda da vicino anche la Gallura e la Costa Smeralda, territori dove la nautica non è solo indotto turistico ma vera e propria filiera produttiva ed economica. Olbia, con il suo porto e i cantieri navali attivi sul territorio, resta uno snodo strategico per il settore, mentre Porto Cervo e Porto Rotondo continuano a rappresentare vetrine internazionali per il segmento del lusso e della grande crociera.
Un settore che traina l’economia costiera
La crescita del fatturato nazionale si riflette sull’indotto locale in diversi modi: manutenzione e rimessaggio delle imbarcazioni, servizi portuali, charter, forniture per cantieristica e turismo nautico di fascia alta. Nei mesi estivi, la Costa Smeralda ospita ogni anno centinaia di imbarcazioni di grandi dimensioni, con un impatto economico che si estende ben oltre la stagione balneare, coinvolgendo occupazione stabile e stagionale in tutta la Gallura.
Il comparto della nautica da diporto rappresenta, secondo quanto emerso dagli operatori del settore, una delle voci più solide dell’economia legata al mare in Sardegna, capace di generare valore anche nei periodi di bassa stagione grazie a manutenzioni, rimessaggi invernali e lavori di allestimento.
Le prospettive per il territorio
Il nuovo record di fatturato conferma la tenuta del settore a livello nazionale, in un contesto internazionale che vede l’Italia tra i principali player mondiali nella produzione di yacht e imbarcazioni di lusso. Per la Gallura e la Costa Smeralda, aree dove il turismo nautico rappresenta una delle voci economiche più rilevanti, il dato positivo alimenta aspettative di ulteriore crescita per l’indotto locale, dai servizi portuali all’occupazione legata alla cantieristica e alla manutenzione delle imbarcazioni.
Resta da valutare, nei prossimi mesi, quanto di questo incremento si tradurrà in investimenti concreti sul territorio, in termini di nuove strutture, ampliamento dei porti turistici e opportunità occupazionali per la Gallura.
