Cronaca

Migranti, rotta algerina: 3.300 arrivi in Sardegna da gennaio

Monastir, comune del Campidano a pochi chilometri da Cagliari, è diventato il principale approdo della nuova rotta migratoria che dall’Algeria porta verso le coste sarde. Da inizio anno sono sbarcati circa 3.300 migranti, un numero che ha spinto diversi osservatori a definire la cittadina “la nuova Lampedusa” della Sardegna.

Il fenomeno, in costante crescita negli ultimi mesi, riguarda imbarcazioni di piccole dimensioni partite dalle coste algerine, che attraversano il Mediterraneo occidentale fino a raggiungere il litorale sud-occidentale dell’isola. La rotta si è progressivamente consolidata, trasformando un’area storicamente marginale rispetto ai flussi migratori in un nuovo punto di riferimento per le partenze dal Nord Africa.

Le ricadute sul territorio sardo

L’aumento degli arrivi pone interrogativi sulla capacità di accoglienza dell’intera regione. Se la pressione maggiore si registra nel Sud Sardegna, il sistema di gestione dei flussi migratori coinvolge potenzialmente anche strutture e centri dislocati in altre zone dell’isola, compresa la Gallura, dove negli anni passati sono già stati attivati centri di accoglienza temporanea in diversi comuni.

Le autorità regionali e le prefetture sarde sono chiamate a monitorare l’evoluzione della rotta, che si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione dei percorsi migratori nel Mediterraneo centrale e occidentale, influenzato dalle politiche di contrasto adottate in altri scali, prima tra tutti Lampedusa.

Resta da capire quale impatto avrà il fenomeno sulle strutture ricettive del nord Sardegna, con possibili ripercussioni anche su Olbia e sui comuni della Gallura, già interessati in passato dalla gestione di flussi migratori secondari provenienti dai centri di primo soccorso dell’isola.