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Malattie rare, a Roma il confronto nazionale su cure e assistenza

Si è svolto a Roma l’appuntamento RAREvolution, momento di confronto nazionale dedicato alle malattie rare. Al centro della discussione l’innovazione terapeutica, la qualità dell’assistenza ai pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario chiamato a garantire cure sempre più complesse a un numero crescente di persone.

Il tema delle malattie rare riguarda in Italia centinaia di migliaia di pazienti e altrettante famiglie, che spesso devono affrontare percorsi diagnostici lunghi e difficoltosi. Per chi vive in territori periferici come la Gallura e la Costa Smeralda, la distanza dai grandi centri di riferimento rappresenta un ostacolo ulteriore: molte diagnosi e terapie specialistiche non sono disponibili localmente, costringendo pazienti e familiari a spostamenti frequenti verso ospedali e centri di eccellenza spesso situati fuori dall’isola.

Il nodo dell’accesso alle cure nei territori decentrati

Il confronto romano ha messo in luce le sfide legate alla sostenibilità economica delle terapie innovative, sempre più costose ma potenzialmente decisive per patologie fino a poco tempo fa senza risposte cliniche efficaci. Un tema che si intreccia direttamente con la questione dell’equità territoriale nell’accesso alle cure, particolarmente sentita in Sardegna e in aree come la Gallura, storicamente penalizzate da una rete sanitaria meno capillare rispetto ad altre regioni.

Le associazioni di pazienti presenti all’evento hanno ribadito l’importanza di rafforzare i percorsi di assistenza integrata, che permettano di seguire i malati rari anche vicino a casa, riducendo il peso degli spostamenti e garantendo continuità terapeutica. Un obiettivo che, per i residenti gallurese, significherebbe meno viaggi verso il continente e maggiore tempestività nelle diagnosi.

Il confronto ha coinvolto istituzioni sanitarie, esperti del settore e realtà del terzo settore impegnate quotidianamente al fianco delle famiglie. La discussione ha ribadito la necessità di investimenti mirati e di politiche sanitarie capaci di tenere insieme innovazione scientifica e sostenibilità economica, senza lasciare indietro i territori più distanti dai grandi poli ospedalieri.

Restano aperte le questioni relative ai tempi di attuazione delle misure discusse e al loro effettivo impatto sulle realtà locali, tra cui quella gallurese, che continuerà a monitorare gli sviluppi del confronto avviato a livello nazionale.