Cronaca

Lingua blu, nuovi focolai in Sardegna: colpiti Mores e Perfugas

Nuovi focolai di lingua blu sono stati individuati in Sardegna, negli allevamenti dei comuni di Mores e Perfugas, entrambi nel Sassarese. La conferma è arrivata dai servizi veterinari, chiamati a monitorare la diffusione della malattia virale che colpisce i ruminanti.

La lingua blu, nota anche come bluetongue, è una patologia trasmessa da insetti vettori del genere Culicoides e interessa principalmente ovini, bovini e caprini. Non è pericolosa per l’uomo né si trasmette attraverso il consumo di carne o latte, ma può causare gravi danni al bestiame, con perdite economiche significative per gli allevatori.

La situazione negli allevamenti colpiti

Negli allevamenti di Mores e Perfugas sono stati riscontrati i primi casi della nuova ondata epidemica. Le autorità sanitarie regionali hanno avviato le procedure previste dai protocolli di sorveglianza, che prevedono controlli sierologici sugli animali e la delimitazione delle zone a rischio.

La malattia si manifesta tipicamente nei mesi caldi, quando l’attività degli insetti vettori è più intensa, e tende a regredire con l’arrivo delle temperature più fredde. Tuttavia, la comparsa di nuovi focolai riaccende l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni ha interessato più volte il territorio sardo, mettendo a dura prova un settore già segnato da difficoltà economiche.

Le ricadute per la Gallura

Sebbene i comuni colpiti si trovino nel Sassarese, la notizia non è indifferente per il comparto zootecnico gallurese. Gli allevamenti della zona, da Olbia all’entroterra fino ai territori di Tempio Pausania e Arzachena, seguono con attenzione l’evolversi della situazione epidemiologica regionale, temendo un possibile allargamento dell’area interessata.

La circolazione del virus, infatti, può comportare restrizioni alla movimentazione degli animali tra le diverse zone della Sardegna, con conseguenze dirette sulle attività di compravendita e sui mercati zootecnici. Le associazioni di categoria chiedono da tempo un rafforzamento dei piani di prevenzione, comprese le campagne vaccinali destinate a limitare la diffusione della malattia negli allevamenti dell’isola.

Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione, mentre gli allevatori gallurese restano in attesa di sviluppi che potrebbero riguardare anche il proprio territorio nelle prossime settimane.