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La ferrovia Gallura-Sassari può diventare pista ciclopedonale

Il vecchio tracciato ferroviario che collegava la Gallura a Sassari potrebbe trasformarsi in una lunga pista ciclopedonale. È l’ipotesi al centro di una riflessione che coinvolge enti locali e appassionati di mobilità sostenibile, interessati a recuperare un’infrastruttura in disuso per restituirla al territorio sotto nuova forma.

La linea, un tempo utilizzata per i collegamenti tra il capoluogo turritano e il nord-est dell’isola, si snoda per chilometri attraverso paesaggi che toccano diversi centri della Gallura. Il suo abbandono, avvenuto nel tempo con la progressiva riduzione del servizio ferroviario tradizionale, ha lasciato un sedime che molti considerano un patrimonio da non disperdere.

Un’arteria per cicloturismo ed escursionismo

L’idea alla base del progetto è quella di convertire la sede ferroviaria in un percorso dedicato a biciclette e pedoni, sul modello di altre esperienze già realizzate in Italia su tracciati dismessi. Una soluzione che permetterebbe di attraversare la Gallura interna con un itinerario protetto, lontano dal traffico veicolare, capace di attirare cicloturisti e camminatori.

Il potenziale di un simile intervento non si limiterebbe al solo aspetto sportivo o ricreativo. Una pista ciclopedonale lungo l’intero tracciato potrebbe diventare un volano per l’economia dei paesi attraversati, offrendo nuove opportunità di sosta, ristorazione e accoglienza lungo il percorso, con ricadute dirette sui piccoli centri che negli ultimi decenni hanno visto ridursi i collegamenti ferroviari tradizionali.

Le implicazioni per il territorio

Il recupero di infrastrutture dismesse per finalità di mobilità dolce rientra in una tendenza più ampia che riguarda diverse aree interne della Sardegna, spesso penalizzate dalla carenza di collegamenti e dalla progressiva marginalizzazione rispetto alle direttrici di sviluppo costiere. Una pista ciclopedonale tra la Gallura e Sassari rappresenterebbe, in questo senso, un tentativo di invertire la rotta, offrendo un’alternativa di fruizione del territorio che valorizzi borghi, paesaggi e tradizioni locali.

Resta da capire quali saranno i prossimi passi concreti per trasformare l’ipotesi in un progetto operativo, con tempi, costi e soggetti coinvolti ancora da definire. Il tema, tuttavia, apre un dibattito importante sul futuro delle infrastrutture dismesse in Gallura e sulle possibilità di rigenerazione di un patrimonio che rischia altrimenti di andare perduto.