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In Costa Smeralda il beach club che si raggiunge solo dal mare

Porto Cervo – In Costa Smeralda torna alla ribalta un modello di turismo balneare che fa della difficoltà di accesso il proprio punto di forza: un beach club raggiungibile esclusivamente via mare, incastonato in un tratto di costa ancora incontaminato, lontano da strade asfaltate e parcheggi.

La struttura, pensata per chi arriva a bordo di yacht, gozzi o gommoni, si affaccia su una delle calette più selvagge del litorale gallurese, circondata da macchia mediterranea, scogliere di granito e acque cristalline. Non esistono collegamenti stradali diretti: chi desidera raggiungerlo deve necessariamente affidarsi a un’imbarcazione propria oppure a un servizio di transfer organizzato dal mare, un dettaglio che contribuisce a mantenere intatto il carattere appartato del luogo.

Un turismo che punta sull’esclusività

La scelta di limitare l’accesso alla sola via marina non è casuale. In un territorio come la Costa Smeralda, dove il turismo di fascia alta convive da decenni con la necessità di proteggere l’ambiente costiero, locali di questo tipo rappresentano un compromesso tra fruizione turistica e tutela del paesaggio. L’assenza di infrastrutture viarie riduce l’impatto antropico sulla zona e preserva l’aspetto naturale della costa, che resta visibile solo a chi si avvicina dal mare.

Il modello ricorda altre esperienze già sperimentate lungo il litorale gallurese e sardo, dove alcuni beach club hanno scelto di rinunciare a strade di accesso per offrire un’esperienza più immersiva, rivolta soprattutto a una clientela internazionale abituata a spostarsi in barca durante la stagione estiva.

Un indotto per il settore nautico

La formula ha ricadute anche sull’economia locale legata alla nautica: charter, noleggio di piccole imbarcazioni e servizi di trasporto marittimo diventano parte integrante dell’esperienza, generando un indotto che coinvolge marinerie e operatori turistici della zona.

Resta però il tema della sostenibilità: la crescita di questo tipo di offerta pone interrogativi sulla capacità di carico delle calette più suggestive della Costa Smeralda, spesso già sottoposte a forte pressione turistica nei mesi estivi. Il tema è seguito con attenzione da chi si occupa di tutela ambientale del litorale gallurese, in un equilibrio delicato tra valorizzazione turistica e conservazione di un patrimonio naturale unico nel panorama sardo.