Nuove polemiche a Golfo Aranci dopo un evento privato organizzato nelle acque dell’isola di Mortorio, area inserita nel sistema di tutela ambientale dell’arcipelago della Maddalena e delle isole circostanti la Costa Smeralda. A far discutere è stata l’ennesima festa allestita nelle vicinanze dell’isola, in una zona sottoposta a vincoli di protezione ambientale, che ha riacceso lo scontro tra chi vive di pesca nel territorio e chi organizza eventi mondani nelle stesse acque.
La protesta delle marinerie
I pescatori di Golfo Aranci hanno alzato la voce, denunciando quello che considerano un doppio standard nell’applicazione delle norme di tutela ambientale. Secondo quanto emerso dalle proteste, le categorie che vivono del mare – pescatori professionisti in primis – sono sottoposte a controlli rigidi e limitazioni severe nelle aree marine protette, mentre gli eventi privati e i party organizzati da operatori del settore turistico troverebbero maggiore tolleranza, nonostante si svolgano negli stessi contesti ambientali sensibili.
«Le regole valgono solo per noi», è la sintesi della protesta che sta circolando tra gli operatori della pesca locale, un malumore che si aggiunge a quello già registrato in altre occasioni simili avvenute nelle acque della Gallura e della Costa Smeralda.
Un problema non nuovo
La questione della gestione delle aree marine protette nel Nord Sardegna non è nuova. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni relative a un uso non sempre coerente delle normative ambientali, con differenze di trattamento percepite tra le attività produttive tradizionali, come la pesca, e le iniziative legate al turismo d’élite che caratterizza la Costa Smeralda e le isole dell’arcipelago.
Le zone attorno a Mortorio, Soffi e le altre isole dell’area protetta rappresentano un patrimonio ambientale delicato, meta ambita sia per la pesca artigianale che per il turismo nautico di lusso. La sovrapposizione di interessi diversi su uno stesso territorio genera periodicamente tensioni, specialmente quando le regole di accesso e utilizzo sembrano applicate con criteri differenti in base al tipo di attività svolta.
Le implicazioni per il territorio
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sostenibilità ambientale e della corretta gestione delle risorse marine in un territorio, quello della Gallura e della Costa Smeralda, dove l’economia del turismo e quella della pesca tradizionale convivono non sempre senza attriti. La richiesta dei pescatori è quella di una maggiore uniformità nei controlli, affinché le norme di tutela ambientale vengano applicate con lo stesso rigore a tutte le categorie che frequentano le aree marine protette, indipendentemente dalla natura dell’attività svolta.
