Solo un mezzo su dieci tra le golf car in circolazione nella Capitale risulterebbe regolarmente autorizzato. È quanto emerso dalle parole dell’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, che ha lanciato un appello per una regolamentazione a livello regionale di questi veicoli, sempre più diffusi nelle città turistiche e nei centri storici.
Un tema che, seppur nato a Roma, tocca da vicino anche la Gallura e in particolare la Costa Smeralda, dove le golf car rappresentano da anni un mezzo di trasporto molto utilizzato durante la stagione estiva, soprattutto a Porto Cervo, Porto Rotondo e Baja Sardinia. Qui, complice l’assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme, il fenomeno dei mezzi non autorizzati o utilizzati impropriamente si ripete puntualmente ogni anno.
Un vuoto normativo diffuso
Le golf car, nate come veicoli per il trasporto all’interno dei percorsi da golf, sono diventate negli anni un mezzo alternativo per spostarsi in centri urbani a traffico limitato o in zone turistiche esclusive. La loro diffusione ha però superato la capacità delle amministrazioni locali di regolamentarne l’uso: manca spesso chiarezza su patenti richieste, assicurazioni obbligatorie, limiti di velocità e percorsi consentiti.
Secondo quanto dichiarato dall’assessore romano, la soluzione non può essere lasciata alla sola competenza dei singoli Comuni, ma richiede un intervento a livello regionale che uniformi le regole su tutto il territorio. Una richiesta che, se accolta anche in Sardegna, potrebbe portare benefici concreti anche per i centri della Costa Smeralda, dove il boom turistico estivo porta ogni anno a un aumento sensibile della circolazione di questi mezzi.
Le implicazioni per il territorio gallurese
Nei mesi estivi, tra Porto Cervo e Porto Rotondo, non è raro imbattersi in golf car utilizzate per spostamenti privati, talvolta anche su strade non idonee o senza le dovute autorizzazioni. La mancanza di controlli sistematici e di una normativa chiara rende difficile per le forze dell’ordine locali intervenire in maniera efficace, lasciando spesso la questione a livello di prassi consolidata più che di regola scritta.
Una regolamentazione regionale, sul modello di quanto richiesto per Roma, potrebbe rappresentare un’opportunità anche per i Comuni della Costa Smeralda per definire criteri univoci su omologazioni, percorsi consentiti e sanzioni, garantendo maggiore sicurezza sia ai residenti sia ai turisti che ogni anno scelgono la Gallura come meta delle proprie vacanze.
