Un vero e proprio esodo verso la Gallura e la Costa Smeralda. Secondo quanto emerso, nel weekend si sono registrate circa centomila presenze tra chi ha raggiunto la zona via mare, via aria e su strada, alimentando il traffico su tutte le principali arterie che collegano Olbia al resto del territorio.
L’afflusso ha coinvolto il porto di Olbia, l’aeroporto Costa Smeralda e i collegamenti stradali verso le mete turistiche più gettonate della zona, da Porto Cervo a Baja Sardinia, passando per Golfo Aranci e San Teodoro. Un flusso che, come ogni anno, si concentra soprattutto nei giorni centrali della stagione estiva, mettendo a dura prova le infrastrutture locali.
Traffico e disagi
Le lunghe code segnalate sulle principali direttrici di collegamento hanno rallentato la circolazione, soprattutto nelle ore di punta legate agli sbarchi e agli imbarchi dei traghetti. Situazione analoga per i collegamenti aerei da e per l’aeroporto di Olbia, uno degli scali più trafficati della Sardegna nel periodo estivo.
Il fenomeno non è nuovo per il territorio: ogni anno la Gallura e la Costa Smeralda registrano picchi di arrivi che moltiplicano la popolazione residente, con effetti su viabilità, servizi e gestione dell’ordine pubblico. Le forze dell’ordine locali sono impegnate nel monitoraggio dei flussi, in particolare nei punti nevralgici come il porto e le principali rotonde di accesso a Olbia.
Un territorio sotto pressione
L’ondata di arrivi conferma il trend positivo per il comparto turistico gallurese, ma riaccende al contempo il dibattito sulla capacità delle infrastrutture locali di sostenere picchi di questa portata. Strade, parcheggi e servizi pubblici vengono messi a dura prova in un territorio che, nei mesi invernali, conta una popolazione molto più contenuta.
Amministrazioni comunali e operatori del settore guardano con attenzione all’andamento della stagione, che rappresenta una voce economica fondamentale per l’intera Gallura, dalla Costa Smeralda fino a Santa Teresa Gallura e La Maddalena.
