Claudio Durigon, sottosegretario con delega al settore, ha espresso forte preoccupazione per le nuove direttive dell’Unione Europea riguardanti il comparto del tabacco, definendole “pericolose” per l’intera filiera produttiva italiana.
Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario, le nuove normative comunitarie rischiano di avere un impatto negativo diretto sull’occupazione e sulla sopravvivenza delle imprese che operano nel settore, dalla coltivazione alla trasformazione del prodotto.
Le preoccupazioni per la filiera
Durigon ha sottolineato la necessità di difendere con determinazione i posti di lavoro legati al comparto tabacchicolo, chiedendo un intervento a livello istituzionale per contrastare le misure ritenute eccessivamente restrittive provenienti da Bruxelles.
Il tema, seppur nazionale, tocca da vicino anche le economie territoriali dove il settore agricolo e manifatturiero rappresenta una quota significativa dell’occupazione locale. In diverse aree della Sardegna, così come in altre regioni italiane, la filiera del tabacco coinvolge lavoratori diretti e indiretti, dalle fasi di coltivazione a quelle industriali.
Il contesto normativo europeo
Le direttive UE oggetto delle critiche fanno parte di un più ampio quadro di politiche sanitarie e ambientali che l’Unione Europea sta portando avanti negli ultimi anni, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il consumo di tabacco e i suoi derivati. Tali misure, tuttavia, secondo quanto sostenuto da Durigon, non terrebbero adeguatamente conto delle ripercussioni economiche e occupazionali sui territori produttori.
Il sottosegretario ha ribadito l’impegno del Governo a portare avanti un’azione di confronto con le istituzioni comunitarie, nel tentativo di trovare un equilibrio tra gli obiettivi di tutela della salute pubblica e la necessità di salvaguardare un settore che, in Italia, dà lavoro a migliaia di persone lungo tutta la catena produttiva.
La vicenda sarà seguita con attenzione anche dalle realtà produttive del territorio, in un momento in cui il settore agricolo nazionale si trova già a fronteggiare diverse sfide legate ai cambiamenti climatici, ai costi di produzione e alla concorrenza internazionale.
