Politica

De Meo (FI): “Serve una vera difesa comune europea”

L’eurodeputato di Forza Italia Salvatore De Meo è tornato a sollecitare l’Unione Europea su un tema che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza nel dibattito continentale: la costruzione di una vera politica di difesa comune. Secondo quanto dichiarato, l’attuale assetto normativo europeo risulterebbe insufficiente a fronteggiare le nuove tipologie di minacce che colpiscono gli Stati membri.

Il punto centrale della proposta riguarda l’estensione della clausola di mutua difesa, prevista dai Trattati europei, anche agli attacchi cosiddetti “ibridi”. Si tratta di forme di aggressione che non passano attraverso un confronto militare convenzionale, ma che sfruttano strumenti come attacchi informatici, disinformazione, pressioni economiche o sabotaggi infrastrutturali, capaci comunque di destabilizzare la sicurezza di un Paese.

La posizione di De Meo

De Meo ha sottolineato come manchi, a suo giudizio, una politica di difesa realmente condivisa a livello comunitario, evidenziando un vuoto normativo e operativo che lascerebbe gli Stati membri più esposti di fronte a scenari di conflitto non tradizionale. La richiesta si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla necessità di rafforzare la cooperazione militare e di sicurezza tra i Paesi dell’Unione, tema tornato centrale dopo i mutamenti geopolitici degli ultimi anni.

Perché la clausola di mutua difesa

La clausola di mutua difesa, contenuta nei Trattati dell’Unione Europea, prevede che in caso di aggressione armata sul territorio di uno Stato membro, gli altri Paesi dell’Unione siano tenuti a fornire aiuto e assistenza. Ad oggi, però, tale meccanismo si applica in maniera esplicita agli attacchi militari convenzionali, lasciando una zona grigia rispetto alle minacce ibride, sempre più frequenti nello scenario internazionale contemporaneo.

L’estensione richiesta da De Meo punterebbe quindi a colmare questo vuoto, offrendo una cornice giuridica comune capace di attivare solidarietà e risposta condivisa anche di fronte ad attacchi non convenzionali. Una proposta che, se accolta a livello europeo, avrebbe ricadute anche sul piano nazionale, in particolare per la definizione delle strategie di sicurezza e difesa dell’Italia all’interno del quadro comunitario.

Il tema, pur riguardando le istituzioni europee, tocca indirettamente anche i territori periferici come la Gallura e la Costa Smeralda, aree strategiche dal punto di vista geografico e turistico, dove la sicurezza delle infrastrutture critiche e delle comunicazioni resta un argomento di attenzione crescente nel dibattito pubblico nazionale.