La Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna) lancia l’allarme sul caro energia in Sardegna. Secondo quanto denunciato dall’associazione di categoria, i prezzi dei carburanti nell’Isola si mantengono costantemente sopra la media nazionale, mentre le bollette di luce e gas continuano a crescere, mettendo in difficoltà famiglie e imprese del territorio.
La situazione riguarda da vicino anche Olbia, la Gallura e la Costa Smeralda, aree dove il trasporto di merci e persone dipende in larga parte dalla rete viaria e dove il costo del carburante incide pesantemente sui bilanci di piccole e medie imprese, commercianti e operatori turistici.
Le cause del sovrapprezzo
Il tema del caro carburanti in Sardegna non è nuovo. L’insularità, i costi di trasporto del prodotto raffinato dal continente e la rete di distribuzione sull’Isola sono tra i fattori storicamente chiamati in causa per spiegare il differenziale di prezzo rispetto alla media nazionale. La Cna sottolinea come questo gap si traduca in un aggravio di costi che penalizza in particolare le piccole imprese artigiane, spesso prive della forza contrattuale delle grandi aziende per assorbire gli aumenti.
A pesare ulteriormente sui bilanci delle attività produttive e delle famiglie sarde è l’andamento delle bollette energetiche, in crescita secondo i dati raccolti dall’associazione. L’aumento dei costi di elettricità e gas si somma così al caro carburanti, in un contesto in cui l’inflazione generale continua a erodere il potere d’acquisto.
Le ricadute sul territorio
Per un territorio come quello gallurese, fortemente legato al turismo e alle attività stagionali, l’aumento dei costi energetici rischia di tradursi in un ulteriore incremento dei prezzi dei servizi, con possibili ripercussioni anche sulla competitività delle imprese locali rispetto ad altre aree del Paese meno penalizzate dal fattore insularità.
La Cna chiede attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali, sollecitando interventi che possano mitigare gli effetti del caro energia su un tessuto economico, quello sardo, già alle prese con le difficoltà strutturali legate alla condizione di isola. Resta da capire quali misure concrete potranno essere messe in campo nelle prossime settimane per arginare un fenomeno che continua a destare preoccupazione tra gli operatori economici della Gallura e della Costa Smeralda.
