Il progresso tecnologico deve essere una risorsa per tutti, non un privilegio riservato a pochi territori o a poche fasce della popolazione. È questo il messaggio lanciato da Brambilla, docente dell’Università Statale, intervenuto sul tema dell’innovazione e del suo impatto sociale.
Un principio che, pur nascendo in un contesto accademico lontano dall’isola, tocca da vicino anche la Gallura e la Costa Smeralda, territori dove il tema del divario digitale resta tutt’altro che superato.
Il nodo del divario digitale in Gallura
Molte zone interne della Gallura, così come alcune frazioni rurali del territorio olbiese e dei comuni limitrofi, continuano a scontare ritardi nella copertura della banda larga e nella connettività mobile. Un problema che si riflette su scuole, imprese e servizi pubblici, e che rende ancora più attuale la riflessione sull’accessibilità dell’innovazione.
Il richiamo a un progresso “per tutti” si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda l’intero Paese: la trasformazione digitale, se non accompagnata da investimenti infrastrutturali e da politiche di inclusione, rischia di allargare invece che ridurre le disuguaglianze tra grandi città e aree periferiche, tra centri costieri turistici e entroterra.
Le implicazioni per il territorio
Per la Gallura, dove l’economia si regge in larga parte su turismo, agricoltura e piccola imprenditoria, la disponibilità di infrastrutture digitali adeguate rappresenta una leva fondamentale di sviluppo. Amministrazioni locali e associazioni di categoria hanno più volte sollecitato interventi per colmare il gap con le aree più avanzate del Paese, sottolineando come l’innovazione tecnologica possa essere motore di crescita solo se distribuita in maniera equa su tutto il territorio.
Il tema resta al centro dell’agenda pubblica, con particolare attenzione ai fondi destinati alla digitalizzazione dei servizi e al potenziamento delle reti nelle zone più decentrate della provincia.
