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Berchidda, dalle ceneri dell’incendio 250 vitigni sardi

Berchidda – In un terreno un tempo devastato da un incendio, a Berchidda, oggi si contano 250 vitigni sardi. Dove le fiamme avevano cancellato una vigna, è nato un vigneto che raccoglie varietà autoctone dell’isola, restituendo vita a un appezzamento che sembrava perduto.

Il caso di Berchidda racconta una delle vicende più significative del rapporto tra agricoltura e territorio in Gallura, area storicamente segnata da episodi di incendi boschivi che negli anni hanno più volte messo a rischio colture, pascoli e macchia mediterranea.

Un patrimonio da ricostruire

La scelta di ripiantare vitigni sardi in un’area colpita dal fuoco assume un valore che va oltre il singolo appezzamento. Le varietà autoctone rappresentano infatti un patrimonio genetico che rischia costantemente di ridursi, sia per l’abbandono delle campagne sia per eventi distruttivi come gli incendi, capaci di cancellare in poche ore vigneti coltivati per generazioni.

Berchidda, comune del cuore della Gallura noto per la tradizione vitivinicola legata soprattutto al Vermentino, si conferma così territorio attento alla salvaguardia della biodiversità agricola. La presenza di 250 vitigni diversi in un unico appezzamento rappresenta un caso non comune, capace di custodire varietà che altrimenti rischierebbero di scomparire dal paesaggio agricolo sardo.

Il valore per il territorio

Episodi come questo assumono un significato particolare in Gallura, area dove il rischio incendi resta alto soprattutto nei mesi estivi e dove la tutela del paesaggio agricolo, oltre che ambientale, è considerata una priorità per le comunità locali. La rinascita di un vigneto proprio nel luogo colpito dal fuoco diventa simbolo di resilienza per un territorio abituato a fare i conti, quasi ogni anno, con i danni provocati dalle fiamme.

La vicenda di Berchidda si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso la viticoltura sarda, in cui il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni vengono considerati strumenti utili non solo per la produzione vinicola, ma anche per la tutela della memoria agricola e paesaggistica dell’isola.