Si è fermata l’erogazione dell’acqua irrigua proveniente dall’invaso di Maccheronis, infrastruttura che da decenni sostiene l’agricoltura della Bassa Gallura. Lo stop riguarda i terreni coltivati di San Teodoro, Budoni e Loiri Porto San Paolo, aree dove l’approvvigionamento idrico dipende in larga parte proprio dalla diga situata sul territorio di Torpè, al confine tra la provincia di Sassari e quella di Nuoro.
La notizia ha subito destato preoccupazione tra gli agricoltori della zona, che in questo periodo dell’anno fanno affidamento sulla rete irrigua per sostenere colture particolarmente sensibili alla carenza d’acqua. Le cause dell’interruzione non sono ancora state chiarite con precisione, ma la vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema ricorrente per il territorio: la fragilità del sistema idrico a servizio dell’agricoltura gallurese, spesso messo sotto pressione da stagioni siccitose e da infrastrutture che necessitano di interventi di manutenzione.
Un’infrastruttura strategica per il territorio
L’invaso di Maccheronis rappresenta da sempre un punto di riferimento per l’irrigazione in un’area che negli ultimi anni ha visto crescere sia la superficie agricola coltivata sia la domanda di acqua per uso agricolo. La Bassa Gallura, con i suoi terreni vocati a colture orticole e foraggere, dipende in maniera significativa dalla regolarità delle forniture idriche gestite attraverso il sistema consortile.
Uno stop, anche temporaneo, rischia di avere ricadute concrete sulle aziende agricole della zona, soprattutto se l’interruzione dovesse protrarsi nei mesi più caldi, quando il fabbisogno idrico delle colture è maggiore. Gli operatori del settore attendono chiarimenti sulle tempistiche di ripristino del servizio e sulle ragioni che hanno portato al blocco.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che riguarda la gestione delle risorse idriche in Gallura, dove negli ultimi anni si sono registrate più volte criticità legate alla disponibilità d’acqua, tra periodi di siccità e necessità di interventi sulle infrastrutture esistenti. La situazione sarà monitorata nei prossimi giorni per valutare l’impatto sulle coltivazioni della Bassa Gallura.
