Economia

Ambulanti in agitazione in Gallura: “Carburante alle stelle, incassi giù”

Gli ambulanti di Olbia e della Gallura sono in stato di agitazione. Il rincaro dei carburanti, che pesa direttamente sui costi di trasporto e spostamento tra le piazze di mercato, sta mettendo in ginocchio la categoria. A denunciarlo sono gli stessi operatori, che parlano di incassi in picchiata e di una situazione economica sempre più insostenibile.

Il commercio ambulante rappresenta da decenni una realtà economica radicata nel territorio gallurese, con mercati settimanali che animano centri come Olbia, Tempio Pausania, Arzachena e le altre località della zona. Un settore che coinvolge famiglie e piccole attività, spesso a conduzione familiare, che si spostano di città in città per lavorare nei diversi appuntamenti di mercato.

Il peso del caro carburante

Secondo quanto denunciato dagli ambulanti, l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio ha un impatto diretto e pesante sui bilanci degli operatori. Ogni spostamento tra una piazza e l’altra comporta costi di trasporto sempre più alti, che si sommano a spese fisse come l’affitto degli spazi, le tasse comunali e i costi di gestione dei banchi. Un aggravio che, secondo la categoria, non trova compensazione in un aumento proporzionale degli incassi, anzi: le vendite risultano in calo, complice anche una minore capacità di spesa dei consumatori.

Il risultato, denunciano gli ambulanti, è una stretta che rischia di compromettere la sopravvivenza di molte attività, soprattutto quelle di piccole dimensioni che non hanno margini per assorbire ulteriori aumenti dei costi operativi.

La richiesta: un intervento del Governo

La categoria chiede ora un intervento diretto da parte del Governo nazionale, ritenuto l’unico soggetto in grado di mettere in campo misure concrete di sostegno, come eventuali agevolazioni fiscali sul carburante destinato alle attività commerciali itineranti o forme di ristoro economico per compensare l’aumento dei costi.

Gli ambulanti sottolineano come il settore, già provato da anni di difficoltà legate alla crisi economica e ai cambiamenti nelle abitudini di consumo, non possa reggere ulteriori pressioni senza un supporto istituzionale. La situazione viene monitorata con attenzione anche in Gallura, dove il commercio su area pubblica costituisce un tessuto economico diffuso e un presidio di socialità per molti centri, specialmente nelle zone interne e nei paesi più piccoli lontani dai grandi centri commerciali.

Non sono ancora note le modalità con cui la protesta potrebbe eventualmente proseguire nelle prossime settimane, né se siano previsti incontri con le istituzioni locali o regionali per affrontare la questione.