Slitta ancora la nascita della società unica di gestione degli aeroporti sardi. Il progetto, che riguarda i tre scali dell’isola – Cagliari-Elmas, Alghero-Fertilia e l’Olbia Costa Smeralda – non vedrà la luce prima del 2027. Una tempistica che allontana un obiettivo discusso da anni nei tavoli politici ed economici regionali.
L’idea di una gestione unificata degli aeroporti sardi nasce con l’intento di razionalizzare investimenti, strategie commerciali e collegamenti aerei, superando la frammentazione attuale che vede tre società separate operare su altrettanti scali con logiche e priorità non sempre coordinate tra loro.
Le implicazioni per Olbia e la Gallura
Per il territorio gallurese la questione non è di poco conto. L’aeroporto di Olbia rappresenta infatti uno snodo strategico per l’economia turistica della Costa Smeralda e dell’intera provincia, con flussi di passeggeri che nei mesi estivi raggiungono picchi tra i più alti d’Italia tra gli scali di media dimensione.
Una gestione unica, secondo quanto sostenuto negli anni da diversi osservatori del settore, potrebbe favorire economie di scala nella contrattazione con le compagnie aeree, nella promozione dei collegamenti internazionali e negli investimenti infrastrutturali. Al tempo stesso, non mancano preoccupazioni locali legate al timore che una regia unica possa penalizzare le specificità di ciascuno scalo, in particolare quello olbiese, fortemente legato alla stagionalità turistica e ai collegamenti con la Costa Smeralda.
Un percorso lungo e complesso
Il rinvio al 2027 conferma le difficoltà incontrate nel percorso di unificazione, che coinvolge equilibri societari, interessi economici e assetti istituzionali diversi tra i tre scali. La partita, del resto, si intreccia anche con le scadenze delle concessioni aeroportuali e con gli assetti proprietari delle attuali società di gestione, elementi che complicano ulteriormente la definizione di un modello unico condiviso.
Restano dunque aperte le domande sul futuro assetto della rete aeroportuale sarda, con il territorio gallurese che osserva con attenzione gli sviluppi, consapevole dell’importanza strategica dello scalo di Olbia per il turismo e per l’economia locale, in particolare nella stagione estiva quando i collegamenti aerei diventano determinanti per l’afflusso di visitatori verso la Costa Smeralda e la Gallura.
Nei prossimi mesi si attendono ulteriori chiarimenti sui passaggi istituzionali e sulle tempistiche definitive del percorso di unificazione, che coinvolge direttamente anche gli enti locali e le categorie economiche del territorio olbiese.
