Bilancio positivo per Porto Rotondo a metà stagione estiva. Operatori turistici e commercianti della località, frazione di Olbia affacciata sul golfo omonimo, registrano un andamento incoraggiante per presenze e movimento economico, con l’obiettivo, ora, di allungare la stagione oltre i mesi tradizionalmente più affollati.
Un’estate che ha tenuto le aspettative
Secondo quanto emerso dagli ambienti turistici locali, i primi mesi della stagione avrebbero confermato le previsioni, con un flusso di visitatori costante e una buona risposta da parte del mercato sia italiano che internazionale. Porto Rotondo, storicamente meta d’élite della Costa Smeralda insieme a Porto Cervo e Baja Sardinia, continua a rappresentare uno dei poli di attrazione più solidi del territorio gallurese durante i mesi estivi.
Il porto turistico, i locali del centro, i ristoranti e le attività commerciali avrebbero beneficiato di un flusso di clientela sostenuto, complice anche un calendario di eventi che ha animato le serate della località, contribuendo a rafforzarne l’immagine come destinazione di riferimento della costa.
L’obiettivo: destagionalizzare l’offerta
Al centro delle riflessioni degli operatori c’è ora il tema della destagionalizzazione, una sfida che riguarda l’intera Costa Smeralda e più in generale la Gallura. L’idea è quella di lavorare per allungare il periodo di apertura delle attività, provando a intercettare flussi turistici anche nei mesi di spalla, primaverili e autunnali, tradizionalmente più deboli sotto il profilo delle presenze.
Si tratta di un obiettivo che diverse località della costa nord-orientale della Sardegna stanno perseguendo da anni, puntando su un turismo meno concentrato nei mesi di luglio e agosto e più distribuito lungo l’arco dell’anno. Una strategia che punterebbe a diversificare l’offerta, valorizzando anche il patrimonio naturalistico e culturale del territorio, oltre alla tradizionale proposta balneare.
Per Porto Rotondo, come per il resto della Costa Smeralda, la sfida della destagionalizzazione rappresenta un tema centrale per il futuro dell’economia turistica locale, chiamata a fare i conti con la concorrenza di altre destinazioni mediterranee e con l’esigenza di garantire occupazione e reddito anche al di fuori dei mesi estivi.
