Economia

Gallura, l’oro nero delle sugherete: 140mila quintali l’anno

Olbia e la Gallura si confermano tra i territori italiani a maggiore vocazione sughericola, con una produzione che raggiunge circa 140mila quintali di sughero estratto ogni anno. Un settore che affonda le radici nella storia agricola e industriale del nord Sardegna e che continua a rappresentare una voce economica significativa per l’entroterra gallurese.

Le sugherete si estendono in particolare nelle zone interne della Gallura, dove il sughero viene raccolto seguendo cicli produttivi che rispettano i tempi naturali della quercia da sughero, la Quercus suber. La decortica, l’operazione di estrazione della corteccia, avviene generalmente ogni nove-dieci anni per ciascuna pianta, un intervallo necessario a garantire la rigenerazione dell’albero senza comprometterne la salute.

Un settore che dà lavoro al territorio

La filiera del sughero in Gallura non si limita alla sola raccolta della materia prima. Attorno all’estrazione ruota infatti un indotto che coinvolge lavorazione, trasformazione e commercializzazione, con ricadute occupazionali importanti per diversi comuni dell’area. Tappi per il vino, materiali isolanti, pannelli e componenti per l’edilizia sono solo alcuni dei prodotti derivati che trovano sbocco sui mercati nazionali e internazionali.

Il legame tra il territorio gallurese e questa produzione ha radici che risalgono a decenni fa, quando l’attività sughericola rappresentava una delle principali fonti di reddito per molte famiglie della zona, in un’epoca in cui l’economia turistica della Costa Smeralda doveva ancora affermarsi.

Sostenibilità e valore ambientale

Le sugherete svolgono anche una funzione ambientale di rilievo: sono ecosistemi che contribuiscono alla biodiversità locale e all’assorbimento di anidride carbonica, elemento che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione anche in chiave di sostenibilità e lotta ai cambiamenti climatici. La gestione forestale di queste aree richiede competenze specifiche, tramandate spesso di generazione in generazione tra gli operatori del settore.

Nonostante le sfide legate alla concorrenza internazionale e ai materiali sintetici alternativi, il sughero gallurese continua a mantenere un ruolo distintivo, valorizzato anche dalla crescente domanda di prodotti naturali ed ecosostenibili. Un patrimonio produttivo che il territorio punta a preservare, tra tradizione contadina e prospettive di innovazione industriale.