Una donna di 90 anni è stata denunciata dai carabinieri dopo aver imbrattato e danneggiato per tre volte la tomba di un ex sindaco, custodita in un cimitero della Gallura. Il movente, ricostruito dagli inquirenti, affonda le radici in un presunto torto subito dalla donna negli anni Sessanta, quando l’amministratore era ancora in vita e ricopriva la carica di primo cittadino.
I ripetuti episodi di vandalismo hanno attirato l’attenzione dei familiari del defunto, che si sono accorti dei danni alla lapide e hanno segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine. Dopo le indagini, i carabinieri sono riusciti a risalire all’autrice dei gesti, individuando nella donna la responsabile delle sfregiature ripetute nel tempo.
Un rancore durato oltre sessant’anni
Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna avrebbe agito mossa da un risentimento personale mai sopito, legato a vicende risalenti a oltre mezzo secolo fa, quando l’ex sindaco era ancora in carica. Un dissidio del passato che, nel tempo, si sarebbe trasformato in un gesto reiterato di oltraggio nei confronti della memoria dell’amministratore, ormai scomparso da anni.
Al termine degli accertamenti, la novantenne è stata formalmente denunciata per i reati legati al danneggiamento e all’oltraggio a cosa destinata a sepoltura. La vicenda, per quanto circoscritta, ha suscitato sconcerto nella comunità locale, colpita dall’età avanzata della protagonista e dalla distanza temporale tra il presunto torto subito e la reazione messa in atto.
Le forze dell’ordine non hanno fornito ulteriori dettagli sulla natura del torto che avrebbe scatenato i ripetuti gesti, né sull’identità dell’ex sindaco coinvolto. Gli accertamenti proseguono per chiarire tutti i contorni della vicenda.
