L’epilessia è una malattia neurologica e non psichiatrica. Lo ha ribadito il dottor Galimberti, in rappresentanza della Lice, la Lega Italiana Contro l’Epilessia, intervenendo sul tema per fare chiarezza su una confusione che ancora oggi alimenta pregiudizi e discriminazioni nei confronti di chi convive con questa condizione.
La precisazione, semplice ma non scontata, punta a sgomberare il campo da equivoci che da decenni accompagnano la percezione pubblica dell’epilessia. Troppo spesso, infatti, la malattia viene ancora associata erroneamente a disturbi mentali, con conseguenze dirette sulla vita sociale e lavorativa delle persone che ne sono affette.
Una distinzione che cambia la percezione sociale
Secondo quanto sottolineato dall’esperto, l’epilessia origina da un’alterazione dell’attività elettrica dei neuroni a livello cerebrale, un fenomeno puramente neurologico che nulla ha a che vedere con le patologie di natura psichiatrica. Una distinzione che non è solo tecnica, ma ha ricadute concrete: la convinzione errata che si tratti di un disturbo mentale contribuisce infatti a isolare chi ne soffre, generando timori e discriminazioni ingiustificate, sia in ambito scolastico che lavorativo.
Il tema riguarda da vicino anche la Gallura e la Costa Smeralda, territori dove, come nel resto d’Italia, le famiglie che convivono quotidianamente con l’epilessia si confrontano spesso con la mancanza di informazione corretta. Una diagnosi di epilessia, se non adeguatamente spiegata e contestualizzata, può generare ansia e reazioni sproporzionate nell’ambiente circostante, dalla scuola al posto di lavoro.
L’importanza dell’informazione corretta
Gli esperti del settore insistono da tempo sulla necessità di una maggiore sensibilizzazione pubblica, affinché l’epilessia venga trattata per quello che è: una condizione medica che, nella maggior parte dei casi, può essere gestita efficacemente con terapie farmacologiche adeguate, permettendo a chi ne è affetto di condurre una vita normale.
La corretta informazione resta uno strumento fondamentale per contrastare lo stigma sociale, un obiettivo che le associazioni di settore, come la Lice, perseguono attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte sia al pubblico generale sia agli operatori sanitari e scolastici, affinché la diagnosi di epilessia non si trasformi mai in un ostacolo all’integrazione sociale e professionale.
