Nuoro – Il progetto Einstein Telescope entra in una nuova fase operativa. Le attività di studio e caratterizzazione del sottosuolo nell’area di Sos Enattos, nel Nuorese, proseguono in vista della realizzazione di quello che sarebbe il più grande osservatorio di onde gravitazionali mai costruito al mondo.
Il sito, individuato nell’ex area mineraria del Nuorese, è candidato a ospitare una rete di gallerie sotterranee lunga decine di chilometri, scavate a grande profondità per garantire l’isolamento dalle vibrazioni sismiche e antropiche necessario agli strumenti di rilevazione. La conformazione geologica della zona, caratterizzata da rocce stabili e da una lunga storia di attività estrattiva, viene considerata tra le più favorevoli a livello internazionale per un progetto scientifico di questa portata.
Un’opera che riguarda tutta l’isola
Sebbene il cantiere sia localizzato nel cuore della Sardegna, le ricadute del progetto sono destinate a interessare l’intera isola, compresa la Gallura e il nord Sardegna. L’arrivo di ricercatori, tecnici e investimenti internazionali porterebbe infatti benefici indiretti anche in termini di collegamenti, infrastrutture e visibilità turistico-scientifica per territori come Olbia, snodo aeroportuale e portuale di riferimento per chi dall’estero dovesse raggiungere il sito.
L’Einstein Telescope, se realizzato in Sardegna, rappresenterebbe un’infrastruttura scientifica di terza generazione dedicata allo studio delle onde gravitazionali, fenomeni previsti dalla teoria della relatività generale e osservati per la prima volta solo nell’ultimo decennio. La competizione per ospitare l’impianto vede la Sardegna contendersi il primato con altri siti europei, ma il Nuorese resta tra i candidati più accreditati grazie alle caratteristiche geologiche del sottosuolo.
Le prossime tappe
Nei prossimi mesi sono attese ulteriori verifiche tecniche e decisioni a livello internazionale sulla localizzazione definitiva dell’opera. Un eventuale via libera al sito sardo aprirebbe una fase di cantierizzazione pluriennale, con conseguenze dirette sull’economia e sull’occupazione dell’intera regione, Gallura inclusa, chiamata a fare da porta d’accesso per la comunità scientifica internazionale.
