Economia

Export, Confindustria: “Piccole imprese crescano per 700 miliardi”

Per raggiungere i 700 miliardi di euro di export, l’Italia deve puntare sulla crescita dimensionale delle piccole imprese. È questo il messaggio lanciato da Barbara Bianchi, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, in merito alle prospettive del commercio estero italiano.

Secondo Bianchi, il sistema produttivo nazionale, fatto in larga parte di piccole e medie imprese, non può raggiungere traguardi ambiziosi sui mercati internazionali senza un cambio di passo strutturale. Le aziende più piccole, spesso competitive sul piano della qualità e dell’innovazione di prodotto, faticano a reggere da sole i costi e la complessità necessari per affacciarsi stabilmente ai mercati esteri.

Un tema che riguarda anche la Gallura

La questione sollevata da Confindustria non è estranea al territorio gallurese, dove convivono realtà produttive di eccellenza – dal comparto del sughero a quello vitivinicolo, dalla nautica all’agroalimentare tipico – e una frammentazione imprenditoriale che spesso limita la capacità di competere sui mercati internazionali in autonomia.

Molte aziende artigiane e piccole imprese di Olbia, della Gallura e della Costa Smeralda producono beni di qualità riconosciuta, ma faticano a strutturare reti di esportazione stabili, scontando limiti dimensionali, difficoltà di accesso al credito per investimenti all’estero e carenza di competenze specifiche in materia di internazionalizzazione.

Il richiamo di Confindustria alla necessità di una crescita dimensionale apre quindi una riflessione che tocca da vicino anche le associazioni di categoria e gli enti locali del territorio, chiamati a sostenere percorsi di aggregazione tra imprese, consorzi export e strumenti di supporto alla internazionalizzazione, per permettere anche alle realtà più piccole di affacciarsi con maggiore forza sui mercati esteri.

Il tema resta centrale per l’economia di un territorio come quello gallurese, fortemente legato a settori come il turismo ma con un potenziale ancora parzialmente inespresso su export e manifattura di qualità.