Si è parlato anche di energia e sostenibilità globale al Festival nazionale dell’economia civile, appuntamento che riunisce ogni anno esperti, amministratori e rappresentanti del terzo settore per discutere modelli di sviluppo alternativi a quelli puramente di mercato. Tra gli interventi più discussi quello di Mario Mantovani, che ha collegato il tema della “democrazia energetica” alle vicende dell’Amazzonia.
Secondo quanto emerso dal dibattito, il concetto di democrazia energetica indica la possibilità per cittadini e comunità locali di partecipare attivamente alle scelte su produzione e distribuzione dell’energia, superando un modello centralizzato gestito da pochi grandi operatori. Un tema che negli ultimi anni ha trovato spazio anche in Sardegna, dove il dibattito sulle comunità energetiche rinnovabili e sulla gestione del territorio è diventato centrale, complice la pressione per nuovi impianti eolici e fotovoltaici in Gallura e lungo la costa.
Il legame con l’Amazzonia
Nel suo intervento, Mantovani ha sottolineato come le sorti della foresta amazzonica, polmone verde del pianeta, siano strettamente legate alle scelte energetiche globali. Deforestazione, estrazione di risorse e modelli di sviluppo insostenibili nei paesi del Sud America, ha spiegato, si intrecciano con le politiche energetiche dei paesi industrializzati, rendendo la questione climatica un problema che non conosce confini nazionali.
Un richiamo che assume un significato particolare anche per i territori costieri e insulari come la Gallura, dove il rapporto tra sviluppo turistico, tutela ambientale e transizione energetica è da tempo al centro del confronto pubblico. Non mancano, infatti, le polemiche locali su nuovi progetti energetici e sul futuro del paesaggio costiero, temi che trovano eco nelle riflessioni più ampie portate avanti da festival ed eventi dedicati all’economia civile.
Il valore dell’economia civile
Il Festival nazionale dell’economia civile si propone come piattaforma di confronto tra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini per promuovere modelli economici orientati al bene comune, alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale. In questo contesto, il richiamo alla democrazia energetica si inserisce in un filone di pensiero che valorizza la partecipazione dal basso nelle decisioni che riguardano risorse strategiche come l’energia, ritenute oggi cruciali anche per il futuro di territori periferici come la Gallura.
