La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso presentato da un’azienda operante nel settore delle energie rinnovabili contro le norme adottate dalla Regione Sardegna in materia di impianti eolici e fotovoltaici. La decisione della Consulta conferma l’impostazione normativa voluta dall’amministrazione regionale, al centro negli ultimi anni di un acceso confronto con operatori del settore energetico e investitori interessati a realizzare nuovi impianti nell’Isola.
Ad accogliere con favore il pronunciamento è l’assessore regionale dell’Industria, Antonio Spanedda, che ha sottolineato come la sentenza rappresenti una conferma della linea seguita dalla Regione Sardegna sul tema delle rinnovabili. “Confermata la linea della Regione”, ha dichiarato l’assessore, rivendicando la legittimità del percorso normativo intrapreso dalla Giunta regionale.
Un tema caldo per la Sardegna
La questione delle rinnovabili è da tempo al centro del dibattito pubblico in Sardegna, con la Regione impegnata a disciplinare la proliferazione di progetti eolici e fotovoltaici su un territorio che vanta un patrimonio paesaggistico e ambientale di grande valore, dalla Gallura alla Costa Smeralda, passando per le aree interne.
Negli ultimi anni diverse aziende del comparto energetico hanno presentato ricorsi contro le norme regionali, ritenute da alcuni operatori troppo restrittive rispetto agli obiettivi nazionali di transizione energetica. La Regione, dal canto suo, ha più volte difeso la necessità di tutelare il territorio sardo da un’eccessiva cementificazione energetica, chiedendo anche un maggiore coinvolgimento nelle decisioni sulla localizzazione dei grandi impianti.
Il pronunciamento della Consulta assume quindi un valore non solo giuridico ma anche politico, rafforzando la posizione della Regione Sardegna nel confronto, spesso teso, con gli investitori del settore energetico e con il Governo centrale sul tema della pianificazione energetica regionale.
Resta da capire quali saranno le prossime mosse delle aziende che hanno visto respingere i propri ricorsi e se la decisione della Corte Costituzionale potrà fare da precedente per eventuali contenziosi futuri legati a progetti di impianti rinnovabili che interessano anche i territori della Gallura e della Costa Smeralda.
