Un’intesa transfrontaliera tra Telti e la Corsica punta a far rinascere l’antica pratica della transumanza, con l’area di Monte Pino al centro di un progetto di recupero del pastoralismo locale. L’accordo, che lega il piccolo centro gallurese ad alcune realtà corse, mira a rafforzare i legami storici e culturali che da secoli uniscono le due sponde del Mediterraneo attraverso l’attività della pastorizia.
Il territorio di Monte Pino, storicamente vocato al pascolo, torna così protagonista di una strategia che intreccia tradizione e sviluppo economico. La transumanza, pratica che prevede lo spostamento stagionale del bestiame verso i pascoli più adatti, rappresenta da sempre un elemento identitario per le comunità rurali della Gallura, ma negli ultimi decenni ha subito un progressivo declino a causa dello spopolamento delle campagne e delle difficoltà economiche del settore agropastorale.
Un ponte con la Corsica
Il gemellaggio con realtà corse non è casuale: le due isole condividono da tempo tradizioni pastorali simili, con pratiche di allevamento e gestione del territorio che affondano le radici in una storia comune. La collaborazione punta a creare uno scambio di conoscenze e buone pratiche tra allevatori sardi e corsi, con l’obiettivo di preservare metodi di allevamento sostenibili e tramandare saperi che rischiano di andare perduti.
Per Telti, comune dell’entroterra gallurese la cui economia ha nel comparto agropastorale uno dei settori trainanti, l’iniziativa rappresenta un’occasione per rilanciare un settore in sofferenza. Il recupero delle aree pascolive di Monte Pino potrebbe favorire il ritorno di attività zootecniche in zone oggi sottoutilizzate, con ricadute positive sull’occupazione locale e sulla tutela del paesaggio rurale.
Implicazioni per il territorio
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione delle tradizioni rurali della Gallura, in un momento in cui molte amministrazioni locali guardano al comparto agropastorale come leva di sviluppo economico sostenibile, in alternativa o a complemento del turismo stagionale che caratterizza la Costa Smeralda e le zone limitrofe.
La rinascita della transumanza a Monte Pino potrebbe inoltre contribuire a contrastare l’abbandono delle terre interne, fenomeno che negli ultimi anni ha interessato diversi centri dell’entroterra gallurese, spingendo la popolazione verso i centri costieri. Resta da vedere quali saranno i prossimi passi operativi dell’accordo e in che modo si tradurrà concretamente il sostegno alle attività degli allevatori locali.
