Cronaca

Garlasco, chiusa l’indagine su Sempio: “Sua l’impronta 33”

Si è chiusa l’indagine a carico di Andrea Sempio nell’ambito del caso Garlasco, la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia. Secondo quanto emerso, la Procura ha notificato l’atto di chiusura delle indagini, attribuendo a Sempio la paternità dell’impronta 33, uno degli elementi tecnici più discussi dell’intera inchiesta.

Nel provvedimento, il pubblico ministero ha inoltre voluto chiarire un altro punto controverso emerso nel corso degli anni: non è mai stato rilevato Dna della vittima sui pedali della bicicletta appartenuta ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Un dato, questo, che secondo gli inquirenti era già noto fin dal 2007, anno in cui si consumò il delitto.

Un caso che continua a far discutere

Il delitto di Garlasco resta uno dei casi di cronaca nera più seguiti degli ultimi vent’anni in Italia. Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, negli anni si sono susseguiti approfondimenti, nuove perizie e riaperture di fascicoli, alimentati da dubbi sollevati da consulenti, giornalisti e opinione pubblica sulla ricostruzione dei fatti.

La figura di Andrea Sempio, amico della vittima, è tornata al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria negli ultimi tempi, con nuovi accertamenti tecnici sulle tracce biologiche e le impronte rilevate sulla scena del crimine. La chiusura delle indagini rappresenta una fase procedurale che precede l’eventuale richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio, e apre nuovi interrogativi sull’esito finale di un caso che, a distanza di quasi vent’anni dai fatti, non ha ancora trovato una parola definitiva agli occhi di una parte dell’opinione pubblica.

Restano da chiarire i prossimi passaggi giudiziari, mentre la vicenda continua a essere seguita con grande attenzione anche fuori dai confini locali, per l’impatto mediatico che il caso ha avuto fin dal suo verificarsi.