Una base logistica dedicata allo smistamento di merce contraffatta è stata individuata a Olbia. All’interno della struttura sono stati trovati e sequestrati circa 1300 orologi falsi, pronti per essere immessi sul mercato.
L’operazione, condotta dagli organi competenti, ha permesso di intercettare un ingente quantitativo di prodotti riproducenti marchi noti, privi delle necessarie autorizzazioni e delle garanzie previste per la commercializzazione. Il deposito individuato rappresentava, secondo quanto emerso, un punto di raccolta e distribuzione della merce, prima della sua diffusione verso i canali di vendita.
Un fenomeno che riguarda tutta la Gallura
La scoperta riporta l’attenzione su un fenomeno che negli ultimi anni interessa non solo Olbia ma l’intera area della Gallura e della Costa Smeralda, meta turistica di rilievo internazionale e per questo particolarmente esposta al mercato del falso. La stagione turistica, con l’afflusso di visitatori italiani e stranieri, rappresenta infatti un terreno favorevole per la vendita di prodotti contraffatti, spesso proposti a prezzi contenuti lungo strade, spiagge e mercatini informali.
Il commercio di merce falsa comporta rischi non solo per i consumatori, ingannati sulla qualità e sull’origine dei prodotti acquistati, ma anche per l’economia locale. I danni riguardano le attività commerciali regolari, costrette a fare concorrenza con un mercato parallelo che non paga tasse né rispetta le normative sulla sicurezza dei prodotti.
Le implicazioni del sequestro
Il ritrovamento di una base logistica strutturata, e non di semplice merce sparsa, indica l’esistenza di una filiera organizzata dietro la distribuzione degli orologi contraffatti. Un dato che, se confermato dagli approfondimenti in corso, evidenzierebbe la presenza sul territorio di reti dedicate al commercio illegale, capaci di gestire ingenti quantitativi di merce e di garantirne la circolazione verso i punti vendita.
Non sono al momento stati resi noti ulteriori dettagli sull’operazione, sugli eventuali responsabili individuati o sugli sviluppi delle indagini. Restano da chiarire l’origine della merce sequestrata e i canali attraverso cui sarebbe stata destinata alla vendita nel territorio olbiese e gallurese.
