Il Campo Largo torna a chiedere conto all’amministrazione comunale sulla gestione dell’emergenza West Nile, puntando il dito su uno strumento specifico: il drone antilarvale. La domanda, diretta e senza mezzi termini, è se il dispositivo sia mai stato effettivamente impiegato sul territorio per contrastare la proliferazione delle zanzare, vettore del virus.
La questione arriva in un momento delicato, con il virus West Nile che continua a destare preoccupazione in diverse zone della Sardegna, Gallura compresa. Le amministrazioni locali sono chiamate a intensificare le attività di prevenzione, tra disinfestazioni ordinarie e straordinarie, monitoraggio dei focolai larvali e comunicazione alla cittadinanza sui comportamenti da adottare per limitare il rischio di punture.
Il nodo del drone antilarvale
Al centro delle richieste del Campo Largo c’è proprio il drone destinato ai trattamenti antilarvali, uno strumento presentato in passato come innovativo per raggiungere aree difficilmente accessibili con i mezzi tradizionali, come canali, aree umide e zone di ristagno d’acqua dove le zanzare depongono le uova. Secondo quanto emerso, la coalizione chiede all’amministrazione di chiarire se il dispositivo sia stato realmente utilizzato nelle campagne di disinfestazione o se sia rimasto, di fatto, inutilizzato.
La richiesta di trasparenza si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione della sanità pubblica locale e sull’efficacia delle misure di contrasto alla diffusione del virus. Il West Nile, trasmesso dalla puntura di zanzare infette, può causare nei casi più gravi febbre alta, sintomi neurologici e complicazioni serie, soprattutto nelle persone più fragili e negli anziani.
Le implicazioni per il territorio
Per la Gallura, area a forte vocazione turistica e con estese zone rurali e umide particolarmente favorevoli alla proliferazione delle zanzare, la questione assume un peso specifico. Un’eventuale inefficacia o sottoutilizzo degli strumenti di prevenzione acquistati con fondi pubblici solleverebbe interrogativi non solo sanitari ma anche sulla corretta programmazione delle risorse destinate alla lotta antilarvale.
Il Campo Largo attende ora una risposta ufficiale dall’amministrazione comunale, che dovrà chiarire tempi, modalità e frequenza di utilizzo del drone, oltre ai risultati ottenuti finora nelle attività di disinfestazione sul territorio.
